Nuovo Accordo Stato-Regioni: cosa cambia il 24 maggio 2026

Nuovo Accordo Stato-Regioni: cosa cambia il 24 maggio 2026

Dal 24 maggio 2026 si chiude il periodo transitorio e il nuovo Accordo Stato-Regioni diventa l’unica bussola per la formazione in azienda, con cambiamenti che riguardano tutti, dai lavoratori ai datori di lavoro. Che tu sia un preposto, un datore, un ente di formazione o semplicemente un lavoratore che necessita della formazione in ambiti specifici, hai poco tempo per metterti a norma.

Nel prossimo paragrafo ci occuperemo nello specifico di ciò che cambierà nei prossimi mesi, ma intanto ci prendiamo un piccolo spazio per dirvi che noi di SA Sicurezza siamo pronti: abbiamo ridisegnato i nostri corsi per trasformare questi obblighi in un’opportunità di crescita reale, per noi e per voi.

 Nuovo Accordo Stato Regioni Maggio 2026

Cosa cambia col Nuovo Accordo Stato-Regioni?

  • Il Datore di Lavoro: anche chi non è RSPP deve ora completare una formazione specifica di 16 ore. La responsabilità della sicurezza parte ufficialmente dal vertice e non è più delegabile al 100%. (C’è tempo fino al 2027 per completare il corso, ma l’obbligo è già qui).

  • Preposti: l’aggiornamento passa da 5 a 2 anni. Ma la vera novità è il metodo. Per i preposti infatti la formazione deve essere in presenza o videoconferenza sincrona. Se l’ultimo corso è stato fatto prima del maggio 2023, la scadenza è dunque aggiornata al 24 maggio 2026.

  • Nuovi Patentini (Carroponte & Co.): L’elenco delle attrezzature “speciali” si allunga. Se in azienda usate carroponti, caricatori per materiali o nuove macchine agricole, i vostri operatori devono ottenere l’abilitazione specifica entro maggio 2026.

  • Stop al “Bonus 60 giorni”: per i neoassunti la musica cambia. La formazione deve essere effettuata contestualmente all’assunzione. Non si può più aspettare due mesi: il lavoratore deve essere formato prima di toccare qualsiasi attrezzatura.

  • Verifica dell’efficacia: la novità più impattante. Non basta consegnare un attestato. L’azienda e l’ente formatore devono ora implementare (e dimostrare) un sistema di controllo post-formazione per verificare che i lavoratori applichino davvero quanto appreso. Inoltre, prima di iniziare un corso, i lavoratori stranieri sono tenuti a dimostrare la loro comprensione della lingua italiana.