I principali rischi elettrici e le precauzioni da adottare

I principali rischi elettrici e le precauzioni da adottare

Ogni giorno siamo potenzialmente esposti a rischi elettrici, ovvero a pericoli che non si vedono ma che possono nascondersi anche dietro ad un impianto apparentemente sicuro. Toccare i cavi elettrici non adeguatamente isolati o attrezzature dalle componenti usurate ci espone al rischio di ricevere scariche elettriche che, se di forte intensità, possono provocare gravi danni alla salute. Si parla di rischio elettrico quando si svolge un lavoro nelle vicinanze di una fonte di alimentazione di natura elettrica.

 

Il rischio elettrico può nascere da un contatto diretto o indiretto con una parte non protetta di un impianto elettrico. Un contatto diretto avviene con un cavo in tensione e non isolato. Un contatto indiretto invece si ha quando il passaggio di corrente avviene attraverso un elemento conduttore come un metallo o l’acqua.

Rischi elettrici: lavoratori esposti e conseguenze 

Le persone esposte ai rischi elettrici sono tutte quelle che lavorano principalmente nei seguenti settori:

  • metalmeccanico
  • edile
  • carrozzerie meccaniche
  • ospedali

Tale rischio è estremamente diffuso in quegli ambienti di lavoro, ma è caratteristico anche di quelle tipologie di lavoro che per le circostanze in cui hanno luogo espongono ai rischi di natura elettrica. Queste attività sono quelle che si svolgono tipicamente in prossimità dell’acqua, elemento altamente conduttivo oppure quelle in cui si adoperano attrezzature di metallo.

 

I lavori eseguiti su parti in tensione e che comportano quindi rischi elettrici possono essere svolti esclusivamente da persone esperte nell’ambito dei pavori elettrici (PES) e dalle persone avvertite nell’ambito dei lavori elettrici (PAV).

I lavori eseguiti su parti non in tensione possono essere eseguiti anche da persone comuni (PEC).

 

I danni per l’organismo colpito da una scarica elettrica dipendono dalla durata dell’esposizione, dall’intensità e dalla frequenza della tensione elettrica.

Il passaggio della corrente elettrica attraverso il corpo viene indicato con il termine di folgorazione o elettrocuzione. In questi casi l’organismo umano può riportare danni anche gravissimi, come:

  • arresto cardiaco;
  • arresto respiratorio;
  • fibrillazione;
  • danni muscolari come la tetanizzazione, ovvero lo stato in cui i muscoli sono portati a contrarsi completamente e a rimanere in quello stato senza possibilità di rilassarsi, a causa di una stimolazione elettrica prolungata;
  • danni a carico del sistema nervoso che compromettono gravemente le funzioni motorie e sensitive.

 

Se la durata dell’esposizione è breve e l’intensità della corrente è bassa, i danni sono più contenuti e solitamente circoscritti alla sola zona del corpo venuta a contatto con l’elettricità. In questo caso il danno riportato si limita ad ustioni locali o a fenomeni di ipersensibilizzazione che sono comunque reversibili.

 

Tra i maggiori pericoli causati dal rischio elettrico c’è anche l’incendio.

Quali sono le precauzioni da adottare? 

 

Le precauzioni più efficaci da adottare non possono prescindere dalla prevenzione, che si basa sulla costante formazione ed informazione delle persone che effettuano la manutenzione regolare su impianti ed attrezzature nel rispetto della normativa CEI 11-27.

 

Le precauzioni da adottare prevedono l’adozione di dispositivi tecnici come barriere fisiche, interruttori differenziali, materiali isolanti, misuratori di tensione. Risultano particolarmente efficaci anche i dispositivi di protezione individuale, ad esempio i guanti isolanti e le calzature antistatiche.

 

Per prevenire i contatti diretti si possono impiegare barriere, ostacoli ed utensili correttamente messi a terra. Le parti sotto tensione devono essere ricoperte con materiale isolante oppure posizionate dietro involucri che assicurano protezione sia da contatti da corpi estranei che da sostanze liquide.

 

Per prevenire i contatti indiretti si utilizzano dispositivi che impediscono il contatto con gli elementi sotto tensione, oppure mezzi che interrompono tempestivamente il circuito.

 

Fra le misure di prevenzione si distinguono quelle da attuare per i lavori non elettrici e quelle invece per i lavori sotto tensione.

 

Prevenzione del rischio elettrico nei lavori non elettrici 

Per i lavori non elettrici è possibile garantire la sicurezza degli operatori mediante:

  • utilizzo della corretta segnaletica di pericolo nei casi in cui si individuano specifiche aree pericolose;
  • informare e formare tutti gli operatori circa i rischi di natura elettrica;
  • organizzare preventivamente il lavoro da eseguire, individuando la presenza di eventuali parti sotto tensione accessibili durante le attività. In queste circostanze occorre calcolare la distanza di sicurezza da rispettare, così come stabilito dalla normativa CEI 11-27.

Prevenzione del rischio elettrico nei lavori sotto tensione

 

Per i lavori sotto tensione la prevenzione si attua mediante:

  • pianificazione preventiva del lavoro;
  • organizzazione di un piano di intervento;
  • consegna formale e successiva restituzione dell’impianto;
  • adeguata formazione ed informazione degli operatori. Tale formazione ha lo scopo di qualificare gli operatori addetti ai lavori negli impianti elettrici. Sia le persone esperte (PES) che le persone avvertite (PAV) hanno l’obbligo di formazione e devono seguire corsi abilitanti della durata di 12 ore.

 

Le precauzioni da adottare al fine di garantire la sicurezza degli operatori sono:

  • attestato di conformità dell’impianto;
  • verifica di funzionamento dell’interruttore differenziale;
  • spegnimento di tutti quegli apparecchi che potrebbero causare incidenti nelle ore notturne;
  • non utilizzare apparecchi elettrici in prossimità di liquidi;
  • utilizzo di attrezzature di lavoro e dispositivi di protezione a norma;
  • controllo e revisione regolare degli impianti da parte di personale qualificato;
  • utilizzo di estintori a polvere o CO2 per spegnere gli incendi provocati dall’elettricità;
  • evitare il sovraccarico delle prese di corrente.

La normativa di riferimento nell’ambito lavorativo 

 

I lavori che espongono a rischio elettrico sono regolamentati dal Decreto Legislativo 81/08, il quale stabilisce gli obblighi per le aziende e le misure di prevenzione e protezione a carico del datore di lavoro, così come definito dall’articolo 18.

 

In particolare tale Decreto definisce:

  • i requisiti di sicurezza;
  • i lavori sotto tensione e in prossimità di parti attive;
  • gli obblighi del datore di lavoro;
  • la protezione di edifici, strutture, attrezzature e impianti;
  • la protezione dai fulmini;
  • i controlli e le relative sanzioni.

 

Il Decreto legislativo 37/08 stabilisce invece:

  • le verifiche da effettuare e le relative scadenze;
  • la conformità di impianti, apparecchiature, attrezzature e messe a terra.

 

La normativa CEI 11-27 detta “Disposizioni relative allo svolgimento dei lavori che espongono ai rischi elettrici” costituisce la normativa tecnica di riferimento per l’esecuzione dei lavori sotto tensione. Tale normativa stabilisce:

  • quali sono le figure che possono operare in prossimità dei lavori elettrici;
  • le istruzioni da impartire alle persone comuni che eseguono lavori su parti non in tensione;
  • la distanza durante i lavori non elettrici;
  • le modifiche alla distanza quando si eseguono lavori sotto tensione.