Novità del Settore Sicurezza sul Lavoro

Whistleblowing: Come Segnalare Irregolarità sul Luogo di Lavoro

Cos'è il whistleblowing, quali obblighi impone il D.Lgs. 24/2023 alle aziende e come funziona la procedura di segnalazione dopo le nuove Linee Guida ANAC.

Whistleblowing: Come Segnalare Irregolarità sul Luogo di Lavoro

Whistleblowing sul lavoro: cos'è, chi tutela e come funziona nel 2026

Il whistleblowing è lo strumento con cui un lavoratore segnala illeciti o irregolarità di cui è venuto a conoscenza nel proprio contesto lavorativo, con la garanzia di non subire ritorsioni. In Italia la materia è disciplinata dal D.Lgs. 24/2023, che ha recepito la Direttiva UE 2019/1937 e ha introdotto obblighi precisi per aziende ed enti pubblici, aggiornati di recente dalle nuove Linee Guida ANAC del novembre 2025.

Per le imprese, non si tratta solo di un adempimento normativo: un sistema di whistleblowing ben gestito è un elemento di prevenzione dei rischi e di tutela della sicurezza sul lavoro, perché permette di far emergere criticità prima che si trasformino in incidenti, frodi o danni reputazionali.

Il quadro normativo: D.Lgs. 24/2023

Il decreto legislativo 24/2023, in vigore dal 30 marzo 2023 e operativo dal 15 luglio 2023, ha unificato in un solo testo la disciplina prima frammentata tra la legge 179/2017 (settore pubblico) e il D.Lgs. 231/2001 (settore privato). Tra i punti principali:

  • Ambito soggettivo ampliato: sono tutelati dipendenti, collaboratori, liberi professionisti, volontari, tirocinanti e anche i cosiddetti facilitatori, cioè le persone che assistono il segnalante.
  • Obbligo di canale interno: le aziende private con più di 50 dipendenti, oppure che hanno adottato un Modello 231, devono attivare un canale di segnalazione interno riservato.
  • Riservatezza rafforzata: l'identità del segnalante è protetta e la segnalazione è sottratta all'accesso agli atti previsto dalla normativa generale sulla trasparenza.
  • Onere della prova invertito: in caso di presunta ritorsione, è il datore di lavoro a dover dimostrare che il provvedimento adottato non è collegato alla segnalazione.

A dicembre 2025 l'ANAC ha pubblicato, con la Delibera n. 478 del 26 novembre 2025, le nuove Linee Guida sui canali interni di segnalazione, con efficacia immediata e senza periodo transitorio. Le novità principali riguardano l'autonomia decisionale del gestore del canale, il superamento di email e PEC a favore di piattaforme tecnologiche dedicate, l'obbligo di consultazione sindacale prima dell'attivazione del canale e requisiti più stringenti sulla formazione del personale coinvolto.

whistleblowing come segnalare

Chi è obbligato ad attivare un canale di segnalazione

Sono tenuti ad adottare un canale interno di whistleblowing:

  • le aziende private con una media di almeno 50 lavoratori subordinati nell'ultimo anno;
  • le aziende, indipendentemente dal numero di dipendenti, che hanno adottato un Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
  • le aziende che operano in settori specifici indicati dall'allegato al decreto, come servizi finanziari o prevenzione del riciclaggio, anche sotto la soglia dei 50 dipendenti;
  • tutte le pubbliche amministrazioni.

Le nuove Linee Guida ANAC 2025 chiariscono inoltre che, negli enti di dimensioni maggiori, il gestore del canale e il DPO devono essere figure distinte, mentre nelle organizzazioni sotto i 50 dipendenti la coincidenza dei due ruoli è ammessa solo con una valutazione motivata.

Come funziona una segnalazione: la procedura

  • Segnalazione interna: il lavoratore trasmette la segnalazione attraverso il canale dedicato messo a disposizione dall'organizzazione, garantendo la riservatezza dell'identità.
  • Avviso di ricevimento: chi gestisce il canale conferma la ricezione entro 7 giorni.
  • Istruttoria: il gestore verifica la fondatezza della segnalazione, potendo interloquire con il segnalante per chiedere approfondimenti.
  • Riscontro: entro 3 mesi dalla segnalazione, il segnalante riceve un riscontro sull'esito della verifica.
  • Conservazione: la documentazione viene conservata per un massimo di 5 anni dalla comunicazione dell'esito finale.

Se il canale interno non è disponibile, non ha dato seguito alla segnalazione o il segnalante ha fondato motivo di temere ritorsioni, è possibile rivolgersi al canale esterno gestito direttamente da ANAC.

whistleblowing procedura

Sanzioni per le aziende inadempienti

Il mancato rispetto degli obblighi previsti dal D.Lgs. 24/2023 espone l'organizzazione a sanzioni amministrative applicate da ANAC, che possono arrivare fino a 50.000 euro nei casi più gravi, ad esempio per l'assenza di canali conformi o per ritorsioni accertate nei confronti del segnalante. A queste si possono aggiungere le sanzioni del Garante per la protezione dei dati personali, competente quando la violazione riguarda il trattamento dei dati raccolti nel processo di segnalazione: in questi casi gli importi possono arrivare fino a 80.000 euro, con la pubblicazione del provvedimento e il conseguente danno reputazionale per l'azienda.

Formarsi per gestire correttamente il whistleblowing in azienda

Attivare un canale di segnalazione non basta: serve che chi lo gestisce, e più in generale tutto il personale, conosca la normativa, i tempi della procedura e gli obblighi di riservatezza. SA Sicurezza propone corsi di formazione dedicati al whistleblowing e alla gestione delle segnalazioni, pensati per responsabili HR, gestori dei canali di segnalazione e organismi di vigilanza, per mettere l'azienda in condizione di rispondere correttamente ai nuovi obblighi previsti dalle Linee Guida ANAC.

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Domande Frequenti sul Whistleblowing

Possono segnalare i dipendenti, i collaboratori, i lavoratori autonomi, i tirocinanti, i volontari e chiunque operi nel contesto lavorativo dell'organizzazione, anche se il rapporto non è più in corso o non è ancora iniziato (ad esempio durante un colloquio di selezione).

Il D.Lgs. 24/2023 non impone l'anonimato ma tutela comunque la riservatezza dell'identità del segnalante. Le organizzazioni possono comunque prevedere la possibilità di segnalazioni anonime, che restano soggette a una disciplina parzialmente diversa in tema di tutele.

Le aziende private con almeno 50 dipendenti in media nell'ultimo anno e quelle che hanno adottato un Modello 231, indipendentemente dal numero di dipendenti.

Può rivolgersi ad ANAC, che valuta la fondatezza della segnalazione di ritorsione. Spetta al datore di lavoro dimostrare che il provvedimento adottato non è collegato alla segnalazione.

Sì. Le violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro rientrano tra le condotte segnalabili, ed è per questo che un sistema di whistleblowing efficace si integra con le politiche aziendali di prevenzione dei rischi e con la formazione del personale.

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