Lavori su fune: dove si usano oggi
Nei lavori su fune l'operatore raggiunge il punto d'intervento appeso a due funi, senza montare impalcature. Il lavoro su fune si usa sulle facciate dei condomini, sui monumenti, sotto i ponti, lungo le dighe e sulle pale eoliche. La legge lo ammette a condizioni precise. Il motivo è che la caduta dall'alto è la modalità più frequente tra gli infortuni mortali: nel rapporto 2025 sugli infortuni mortali e gravi, elaborato dalla rete Inail-Regioni-Asl, il 30,8% dei 2.379 casi mortali analizzati è una caduta dall'alto o in profondità.
Da dove viene questa tecnica
Il lavoro su fune deriva dalle tecniche dell'alpinismo e della speleologia. Nata nel settore offshore negli anni Ottanta, oggi ha nello standard IRATA il suo riferimento internazionale. In Italia l'edilizia acrobatica si è diffusa negli anni Novanta a Genova, dove i vincoli architettonici rendevano spesso impossibile usare altre piattaforme. Il termine "acrobatica" è però impreciso: gli operatori sono professionisti formati, che si muovono con calma e attenzione, con procedure scritte per ogni fase.
Come funziona e dove si usa
L'art. 116 del D.Lgs. 81/08 fissa i requisiti del sistema. Servono almeno due funi ancorate separatamente. La fune di lavoro serve per accedere, scendere e restare sostenuti. La fune di sicurezza ha un dispositivo mobile anticaduta che segue l'operatore. Il lavoratore indossa un'imbracatura di sostegno collegata alla fune di sicurezza, e gli attrezzi restano agganciati all'imbracatura. La fune di lavoro ha un sistema autobloccante, che ferma la discesa se l'operatore perde il controllo dei movimenti.
Il datore di lavoro prepara un programma dei lavori con piano di emergenza, DPI, tecniche, ancoraggi, posizionamento degli operatori, metodi di accesso, squadre e attrezzi. Il programma resta sul luogo di lavoro, a disposizione dell'organo di vigilanza. Una sola fune è ammessa in circostanze eccezionali, quando la seconda renderebbe il lavoro più pericoloso, e solo con misure adeguate.
Facciate
Le facciate sono l'impiego più diffuso. Le squadre puliscono vetri e rivestimenti, ripristinano intonaci e frontalini, sigillano i giunti, impermeabilizzano i balconi e controllano le lesioni. Quando il danno riguarda pochi punti, un ponteggio sull'intero fronte costa più dell'intervento stesso e occupa marciapiede e strada per settimane. Con la fune si lavora sul punto e l'edificio resta in uso.
Monumenti ed edifici storici
Campanili, cupole, guglie e facciate di chiese e palazzi storici hanno superfici delicate e altezze difficili. Un ponteggio grava sulle murature, richiede ancoraggi e cambia l'aspetto del monumento per mesi. Con la fune gli operatori fanno ispezioni ravvicinate, rilievi del degrado, pulizie e piccoli consolidamenti senza appoggiare strutture alla muratura. Per un restauro esteso e lungo il ponteggio resta di solito la scelta più adatta, e il rilievo fatto su fune serve a progettarlo.
Ponti e viadotti
Sotto l'impalcato, sulle pile e sugli appoggi si arriva con difficoltà, spesso sopra un fiume o una strada. Le squadre su fune ispezionano le parti nascoste, documentano fessurazioni e distacchi di calcestruzzo, puliscono e ripristinano piccole porzioni di superficie. In molti casi si evita di fermare il traffico o di portare in sito mezzi ingombranti.
Dighe
Il paramento di una diga è una parete verticale alta decine di metri. Gli operatori controllano il calcestruzzo, cercano fessure e infiltrazioni, tolgono la vegetazione e verificano la strumentazione. Un ponteggio su una parete simile sarebbe un cantiere a sé, e una piattaforma aerea non raggiunge tutte le quote.
Pale eoliche
Una pala lunga decine di metri, a molta distanza da terra, si ispeziona e si ripara con la fune. Gli operatori controllano il bordo d'attacco, ripristinano il rivestimento e verificano i danni da fulmini ed erosione. Ogni giorno di fermo macchina ha un costo, e una squadra su fune di solito arriva alla pala più in fretta di un mezzo di sollevamento.
Siti naturali e alberi
La stessa tecnica serve su pareti rocciose e versanti, e sugli alberi. Per il tree climbing la Circolare n. 2 del 13 febbraio 2025 del Ministero del Lavoro ha aggiornato le istruzioni della circolare del 2016. Per questi interventi SA Sicurezza organizza un corso dedicato sui lavori su fune su alberi.
Quando la fune sostituisce il ponteggio
La fune resta un'eccezione. L'art. 111 del D.Lgs. 81/08 chiede al datore di lavoro di dare priorità alle protezioni collettive, come ponteggi e parapetti, rispetto a quelle individuali. Il comma 4 ammette i sistemi di accesso e posizionamento su fune, con il lavoratore sostenuto direttamente dalle funi, solo a due condizioni insieme. La valutazione dei rischi deve dimostrare che il lavoro si può svolgere in sicurezza. Un'altra attrezzatura più sicura non deve essere giustificata, a causa della breve durata dell'impiego e delle caratteristiche esistenti del sito, che il datore non può modificare. Il datore prevede anche un sedile con gli accessori adatti, in base alla durata dei lavori e ai vincoli ergonomici.
La stessa gerarchia è nell'art. 115, modificato dalla legge 198/2025, che ha convertito il decreto-legge 159/2025. Parapetti e reti di sicurezza sono la prima opzione da valutare. Se non sono applicabili, si passa ai sistemi individuali, tra cui compaiono i sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi.
In pratica la fune vince negli interventi brevi, sui
di un edificio grande e nei luoghi dove il ponteggio non si può montare o danneggerebbe la struttura. Se il lavoro dura mesi, impegna molti operatori o richiede materiali pesanti, il ponteggio resta la soluzione più adatta. Il costo da solo non giustifica la fune. La scelta va motivata nella valutazione dei rischi.
Cosa serve per lavorare in regola
Il datore di lavoro deve dare agli addetti una formazione teorico-pratica su tecniche operative, uso dei dispositivi, addestramento su strutture naturali e manufatti, DPI, primo soccorso, rischi e procedure di salvataggio. I contenuti minimi stanno nell'Allegato XXI. Gli addetti frequentano il corso da 32 ore su accesso e posizionamento, che comprende l'addestramento ai DPI di terza categoria. Chi sorveglia il lavoro segue il corso per preposti. L'attestato si rinnova con l'aggiornamento.
L'esperienza da sola non protegge. Tra i lavoratori coinvolti negli infortuni mortali e gravi del rapporto 2025, il 61% aveva più di tre anni di anzianità nella mansione. Per questo funi, imbracature e connettori richiedono verifiche periodiche. Serve anche l'idoneità sanitaria per lavorare in quota, e un piano di soccorso pronto prima di salire, come spieghiamo nell'articolo sul recupero in quota dell'infortunato.
Nel catalogo trovi tutti i corsi sui lavori su fune, dal livello base alla specializzazione.
L'articolo ti è stato utile?
Scopri tutti i nostri corsi di formazione sulla Sicurezza sul Lavoro certificati e riconosciuti a livello nazionale.
Vai al Catalogo Corsi