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Corso PES PAV PEI: chi deve farlo e validità

PES, PAV e PEI: chi sono, cosa possono fare sugli impianti elettrici secondo la CEI 11-27, chi nomina la qualifica e ogni quanto va aggiornata.

Corso PES PAV PEI: chi deve farlo e validità

PES, PAV e PEI: chi sono e chi deve fare il corso per i lavori elettrici

PES, PAV e PEI sono le qualifiche che il datore di lavoro attribuisce ai lavoratori autorizzati a eseguire lavori su impianti elettrici, secondo la norma CEI 11-27. PES sta per persona esperta, PAV per persona avvertita, PEI per persona idonea ai lavori sotto tensione. Il corso PES PAV PEI è la formazione che prepara a ricevere queste qualifiche.

Molti lo chiamano "patentino", ma un patentino in senso stretto non esiste. Nessun ente rilascia una tessera: a conferire la qualifica è il datore di lavoro, dopo aver verificato formazione ed esperienza della persona. Vale la pena capirlo prima di iscriversi a un corso, perché cambia chi ha l'obbligo di muoversi e in che ordine.

Perché esiste questa distinzione

L'elettricità sbaglia di rado e perdona ancora meno. Folgorazione, arco elettrico e ustioni sono rischi che non dipendono dalla tensione più alta o più bassa: bastano pochi errori di procedura per trasformare un intervento di routine in un infortunio grave.

Il D.Lgs 81/08 dedica agli impianti elettrici il Titolo III, Capo III, e per i lavori su parti in tensione (articolo 82) richiede che siano affidati a lavoratori riconosciuti idonei dal datore di lavoro secondo le norme tecniche. La norma tecnica di riferimento in Italia è la CEI 11-27 "Lavori su impianti elettrici", che affianca la norma europea CEI EN 50110-1. L'edizione in vigore è la sesta, del 2025, che ha sostituito completamente quella del 2021, rimasta in regime per un periodo transitorio fino al 29 maggio 2026.

PES, PAV e PEI a confronto
Qualifica Significato In pratica
PES Persona esperta Ha formazione, conoscenze ed esperienza per analizzare i rischi elettrici e valutare da sé i pericoli di un lavoro
PAV Persona avvertita È stata istruita da una persona esperta per riconoscere ed evitare i pericoli, e lavora seguendo indicazioni e procedure
PEI Persona idonea È una PES o una PAV riconosciuta idonea dal datore di lavoro per i lavori sotto tensione in bassa tensione

La PEI è una qualifica aggiuntiva: si parte sempre da PES o PAV. Per lavorare con l'impianto in tensione servono una formazione specifica, con parte pratica, e la valutazione di idoneità del datore di lavoro.

La normativa prevede anche il "ruolo" di PEC: persona comune, la quale non gode di nessuna qualifica di professionista elettrico, e quindi non ha ricevuto nessuna formazione in materia.

Chi deve fare il corso

La norma riguarda tutti i lavori elettrici, e anche i lavori non elettrici svolti vicino a parti attive. Rientrano quindi:

  • elettricisti e impiantisti;
  • manutentori industriali e tecnici di manutenzione;
  • installatori di impianti fotovoltaici e di ricarica;
  • addetti di officine che intervengono su veicoli elettrici e ibridi;
  • operai edili, giardinieri o addetti alla tinteggiatura che lavorano in prossimità di linee e quadri.

Per il datore di lavoro e per i lavoratori autonomi la norma consente una forma di autocertificazione, purché sostenuta da documentazione adeguata: esperienza pregressa, tipologia di impianti e lavori in cui si è esperti, corsi frequentati. In pratica, l'attestato di un corso è la prova più semplice da mostrare in caso di controllo.

Le figure professionali per i lavori elettrici: PES, PAV, PEI

Come si ottiene la qualifica

Il percorso si divide in tre passaggi.

  1. Formazione. Si frequenta il corso, con una parte teorica sulla norma e sui rischi elettrici e, per chi lavora sotto tensione, una parte pratica sulle procedure.
  2. Valutazione del datore di lavoro. Esamina titoli, esperienza e formazione del lavoratore e decide se e a quale livello attribuirgli la qualifica.
  3. Nomina per iscritto. Il datore di lavoro formalizza la qualifica con un documento di designazione, che resta nei registri dell'azienda.

L'attestato del corso certifica la formazione. La qualifica vera e propria nasce solo con la nomina del datore di lavoro, ed è questo documento a contare nei controlli.

Quanto vale e ogni quanto si aggiorna

La formazione di PES, PAV e PEI va aggiornata ogni 5 anni, con un corso di almeno 4 ore. Chi si è formato sulla vecchia edizione della CEI 11-27 deve anche recuperare le novità introdotte dall'edizione 2025, ed è un buon motivo per non lasciar scadere i termini.

Sia per chi deve aggiornare la propria formazione, sia per chi deve specializzarsi in questi ruoli per la prima volta, noi di SA Sicurezza abbiamo un corso adatto a tutte le vostre esigenze professionali.

Gli errori più frequenti

  • Pensare che basti l'attestato. Senza la nomina scritta del datore di lavoro la qualifica non esiste.
  • Credere che riguardi solo gli elettricisti. Chi lavora vicino a parti attive senza essere elettricista ha comunque obblighi di formazione e di procedure.
  • Dimenticare la scadenza. Cinque anni passano in fretta, e un attestato scaduto lascia l'azienda scoperta.
  • Confondere le qualifiche con i ruoli di gestione. La CEI 11-27 prevede anche figure organizzative, come il responsabile dell'impianto e il preposto ai lavori, che sono un'altra cosa rispetto a PES e PAV.

Domande Frequenti

PES è la persona esperta, PAV la persona avvertita, PEI la persona idonea ai lavori sotto tensione. Sono le qualifiche previste dalla norma CEI 11-27 per chi esegue lavori elettrici.

Non esiste un patentino rilasciato da un ente. Il D.Lgs 81/08 obbliga il datore di lavoro ad affidare i lavori elettrici a persone formate e riconosciute idonee secondo le norme tecniche, e il corso PES PAV PEI è il modo più diretto per documentare la formazione.

Il datore di lavoro, con una nomina scritta, dopo aver valutato formazione ed esperienza del lavoratore.

Cinque anni. Poi serve un aggiornamento di almeno 4 ore.

Chi è già PES o PAV, ha ricevuto una formazione specifica per i lavori sotto tensione in bassa tensione ed è riconosciuto idoneo dal datore di lavoro.

La norma ammette un'autocertificazione per datori di lavoro e lavoratori autonomi, ma deve poggiare su documentazione adeguata di esperienza, tipi di impianti e formazione.

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