Articoli di Sicurezza sul Lavoro

Corso Antincendio Rischio Alto, Medio o Basso: Come Scegliere Quello Giusto

Come capire se la tua azienda rientra nel rischio incendio basso, medio o alto, e quale corso antincendio scegliere secondo il D.Lgs. 81/08.

Corso Antincendio Rischio Alto, Medio o Basso: Come Scegliere Quello Giusto

Corso antincendio rischio alto, medio o basso: come scegliere quello giusto

Chi deve organizzare la formazione antincendio in azienda si trova quasi sempre davanti alla stessa domanda: il mio corso è di rischio basso, medio o alto? La risposta non è mai scontata, perché la classificazione dipende da una combinazione di fattori che riguardano l'attività svolta, gli spazi, i materiali presenti e il numero di persone coinvolte. Sbagliare corso significa non solo perdere tempo e budget, ma anche esporre l'azienda a una formazione che non copre davvero i rischi reali del luogo di lavoro.

Chi stabilisce il livello di rischio incendio

Il livello di rischio non lo sceglie il datore di lavoro a sensazione, ma emerge dalla valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/08 e, in particolare, dal Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che deve includere una sezione dedicata al rischio incendio. Questa valutazione tiene conto della tipologia dell'attività, della presenza di sostanze infiammabili o esplosive, dell'affollamento dei locali, delle vie di fuga disponibili e della compartimentazione antincendio dell'edificio.

Dal 2022 il riferimento normativo principale è il DM 2 settembre 2021, che ha aggiornato i criteri per l'individuazione delle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco e ha introdotto una classificazione più dettagliata del rischio incendio nei luoghi di lavoro. A questo si affianca l'Accordo Stato-Regioni, che fissa la durata e i contenuti minimi dei corsi di formazione per ciascun livello.

Corso Antincendio Livello 1

Rischio basso: quando basta la formazione essenziale

Rientrano nel rischio basso gli ambienti dove la probabilità di sviluppo di un incendio è contenuta e dove, in caso di innesco, le fiamme si propagherebbero lentamente. Parliamo tipicamente di uffici, piccoli negozi, studi professionali, attività con pochi dipendenti e senza lavorazioni pericolose. In questi contesti il corso ha una durata di 4 ore e copre le nozioni di base: principi della combustione, misure di prevenzione, uso degli estintori portatili ed evacuazione in caso di emergenza.

Rischio medio: la fascia più diffusa tra le PMI

Il rischio medio riguarda attività dove sono presenti materiali combustibili in quantità significativa oppure lavorazioni che aumentano la probabilità di innesco, pur restando in un contesto gestibile con misure di prevenzione standard. Rientrano qui molte attività manifatturiere di piccole e medie dimensioni, magazzini, strutture ricettive, scuole e attività commerciali di medie dimensioni. Il corso dura 8 ore e aggiunge alla parte teorica una componente pratica più estesa, con esercitazioni sull'uso di estintori e naspi e approfondimenti sulla gestione dell'emergenza in presenza di più persone da evacuare.

Rischio alto: dove la formazione diventa più tecnica

Il rischio alto si applica a contesti dove la probabilità di incendio è elevata, dove sono presenti sostanze infiammabili, esplosive o particolarmente combustibili, oppure dove un eventuale incendio potrebbe avere conseguenze gravi per il numero di persone coinvolte o per la complessità dei locali. Rientrano in questa categoria raffinerie, depositi di sostanze pericolose, centrali termoelettriche, grandi strutture alberghiere e ospedaliere, cantieri navali e stabilimenti industriali di grandi dimensioni. Il corso richiede 16 ore complessive e prevede, oltre alla parte teorico-pratica standard, un esame finale davanti a una commissione dei Vigili del Fuoco, necessario per ottenere l'attestato di idoneità tecnica.

L’utilizzo corretto degli estintori e l’importanza del corso antincendio

Come capire in quale categoria rientra la tua azienda

Prima di iscrivere i lavoratori a un corso è quindi necessario partire dalla valutazione dei rischi già presente in azienda, o farla redigere se ancora non esiste. Alcuni indicatori aiutano a orientarsi rapidamente: il tipo di materiali stoccati o lavorati, la presenza di impianti a rischio come quelli a gas o elettrici particolarmente estesi, il numero di lavoratori e visitatori normalmente presenti, la configurazione dei locali e la distanza dalle vie di fuga. In caso di dubbio, meglio chiedere una consulenza specifica piuttosto che affidarsi a stime approssimative: un corso sottodimensionato rispetto al rischio reale espone l'azienda a sanzioni e, soprattutto, lascia i lavoratori impreparati davanti a un'emergenza vera.

Va anche ricordato che la classificazione può cambiare nel tempo. Un'azienda che amplia la produzione, introduce nuove sostanze o cambia la destinazione d'uso dei locali deve rivedere la valutazione del rischio incendio e, di conseguenza, aggiornare la formazione del personale designato.

Chi deve seguire il corso e ogni quanto va rinnovato

Non tutti i lavoratori devono seguire il corso: la normativa richiede che siano formati gli addetti alla gestione delle emergenze, figure designate dal datore di lavoro con il compito specifico di intervenire in caso di incendio e di coordinare l'evacuazione. L'attestato ha una validità di cinque anni, dopo i quali è obbligatorio l'aggiornamento, con una durata ridotta rispetto al corso iniziale ma proporzionata al livello di rischio.

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Corso Antincendio SA Sicurezza - Prova Pratica

Domande Frequenti sul corso Antincendio

La classificazione emerge dalla valutazione dei rischi che il datore di lavoro è tenuto a redigere all'interno del DVR, tenendo conto dell'attività svolta, dei materiali presenti e della configurazione dei locali. Non è una scelta arbitraria, ma il risultato di un'analisi documentata.

Sì. Se cambiano le lavorazioni, i materiali stoccati o la destinazione d'uso degli spazi, la valutazione va aggiornata e può cambiare anche il livello di rischio, con la conseguente necessità di adeguare la formazione degli addetti.

L'attestato ha validità di cinque anni, trascorsi i quali è obbligatorio l'aggiornamento, con un corso di durata ridotta rispetto a quello iniziale ma comunque proporzionata al livello di rischio dell'azienda.

Sì, l'esame finale davanti a una commissione dei Vigili del Fuoco è richiesto esclusivamente per il corso di rischio alto, necessario per ottenere l'attestato di idoneità tecnica previsto dalla normativa.

No, la formazione è obbligatoria per gli addetti alla gestione delle emergenze, cioè le persone designate dal datore di lavoro con il compito specifico di intervenire in caso di incendio e coordinare l'evacuazione.

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