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HACCP nelle mense scolastiche: cosa verificare prima della riapertura di settembre

HACCP nelle mense scolastiche: scopri la normativa, responsabilità, checklist pre-settembre e sanzioni

HACCP nelle mense scolastiche: cosa verificare prima della riapertura di settembre

HACCP nelle mense scolastiche: cosa verificare prima della riapertura di settembre

La riapertura delle scuole non riguarda solo aule e orari delle lezioni. Per chi gestisce una mensa scolastica, settembre è anche il momento in cui il sistema HACCP torna sotto i riflettori: dopo mesi di chiusura o di attività ridotta, il piano di autocontrollo va riverificato, il personale va rimesso in regola con la formazione e le procedure vanno testate prima che il primo pasto arrivi in tavola.

Questo articolo spiega chi è responsabile dell'HACCP in una mensa scolastica, cosa dice la normativa, quali controlli fare prima dell'apertura dell'anno scolastico e quali sono le sanzioni previste in caso di inadempienza.

Chi è obbligato all'HACCP in una mensa scolastica

Il sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è obbligatorio per legge per ogni operatore del settore alimentare, e le mense scolastiche rientrano a pieno titolo tra le attività soggette all'obbligo, siano esse gestite direttamente dall'istituto o affidate in appalto a una società di ristorazione collettiva.

Nella maggior parte dei casi la gestione del servizio mensa è esternalizzata: l'operatore del settore alimentare (OSA), e quindi il responsabile del piano HACCP, è la ditta di catering aggiudicataria dell'appalto. Quando invece la scuola gestisce la mensa con personale interno, la responsabilità del piano di autocontrollo ricade sul dirigente scolastico, che deve garantire che il personale addetto alla preparazione e alla somministrazione dei pasti sia formato e che le procedure siano documentate e aggiornate.

In entrambi i casi, la scuola non può considerarsi estranea al tema: il dirigente scolastico mantiene un ruolo di vigilanza sull'appaltatore e risponde, insieme all'ente locale proprietario dei locali, della sicurezza degli ambienti in cui il servizio viene erogato.

HACCP nelle mense scolastiche a settembre

Il quadro normativo di riferimento

L'obbligo HACCP nasce dal Regolamento CE 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari, applicabile in tutta l'Unione Europea, e recepito in Italia dal D.Lgs. 193/2007, che ne definisce anche l'apparato sanzionatorio.

A questo si aggiunge un secondo blocco normativo, spesso sottovalutato proprio nel contesto scolastico: la disciplina sugli allergeni. Il Regolamento UE 1169/2011, recepito con il D.Lgs. 231/2017, obbliga chi somministra pasti a informare l'utente sulla presenza delle 14 sostanze allergeniche indicate nell'Allegato II del regolamento. Nelle mense scolastiche questo obbligo assume un peso particolare: il menu è predefinito e ricorrente, il che da un lato semplifica la gestione documentale, dall'altro rende ogni omissione più grave, perché riguarda bambini che spesso non sono in grado di autogestire il proprio rischio.

Per questo motivo, i piani HACCP delle mense scolastiche devono includere una sezione dedicata alla gestione di allergie e intolleranze, concordata con la ASL territorialmente competente e, quando necessario, con le famiglie degli alunni interessati.

Checklist pre-riapertura: cosa verificare prima di settembre

Prima che riparta il servizio mensa, chi ha la responsabilità del piano HACCP dovrebbe verificare almeno questi punti:

  • Revisione del piano di autocontrollo. Se sono cambiati fornitori, menu, attrezzature o layout della cucina rispetto all'anno precedente, il manuale HACCP va aggiornato di conseguenza, non semplicemente ristampato.
  • Scadenze degli attestati di formazione. Ogni addetto alla manipolazione o alla somministrazione degli alimenti deve avere un attestato HACCP valido. La durata di validità e l'obbligo di aggiornamento sono stabiliti dalle singole Regioni, quindi vanno verificati caso per caso in base al territorio in cui opera la mensa.
  • Formazione del personale nuovo o subentrato. Cambi di organico durante l'estate sono frequenti nella ristorazione collettiva: chi entra in servizio a settembre deve essere formato prima di toccare un alimento, non nelle prime settimane di attività.
  • Sanificazione degli ambienti dopo la pausa estiva. Cucine e locali mensa rimasti chiusi per settimane richiedono un ciclo di pulizia e sanificazione documentato prima della riapertura, con relativa registrazione.
  • Verifica delle temperature di conservazione. Frigoriferi, celle e abbattitori vanno controllati e ricalibrati se necessario dopo il fermo estivo.
  • Aggiornamento del piano allergeni. Va verificato che l'elenco degli alunni con allergie o intolleranze comunicate sia aggiornato rispetto al nuovo anno scolastico, e che le procedure di preparazione dei pasti alternativi siano coerenti con le nuove segnalazioni.
  • Controllo dei registri di tracciabilità. I registri HACCP vanno conservati per almeno quattro anni e devono essere accessibili agli organi di controllo (ASL, NAS) in qualsiasi momento.
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Le sanzioni in caso di inadempienza

Il mancato rispetto degli obblighi HACCP espone l'operatore a conseguenze concrete. La mancata predisposizione o applicazione del piano di autocontrollo comporta sanzioni amministrative comprese tra 1.000 e 6.000 euro, ai sensi dell'art. 6 del D.Lgs. 193/2007. Le carenze igieniche riscontrate durante i controlli vanno da 500 a 3.000 euro, mentre le violazioni relative alla gestione degli allergeni, disciplinate dal D.Lgs. 231/2017, possono arrivare fino a 24.000 euro. Nei casi più gravi è prevista la sospensione o la chiusura dell'attività, con conseguenze dirette sulla continuità del servizio mensa e, indirettamente, sull'organizzazione scolastica.

La formazione HACCP resta il punto di partenza

Al di là degli aspetti documentali, il sistema HACCP funziona nella misura in cui chi lavora a contatto con gli alimenti conosce e applica correttamente le procedure. Un piano di autocontrollo scritto bene ma disatteso sul campo non protegge né gli studenti né l'operatore in caso di controllo. La formazione degli addetti, quindi, non è un adempimento da archiviare ma la condizione perché tutto il resto — dalle temperature ai registri, dalla gestione degli allergeni alla sanificazione — funzioni davvero.

Chi si occupa della gestione di una mensa scolastica, sia come dipendente di una società di ristorazione collettiva sia come referente interno di un istituto, dovrebbe arrivare a settembre con gli attestati in regola e le procedure ripassate, non improvvisarle nelle prime settimane di attività.

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