<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>r foglietta &#8211; SA Sicurezza srl</title>
	<atom:link href="https://sasicurezza.it/author/editore-sa-sicurezza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://sasicurezza.it</link>
	<description>Sicurezza sul Lavoro e Igiene Alimentare</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Feb 2026 09:12:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2018/05/logo-sa-150x150.png</url>
	<title>r foglietta &#8211; SA Sicurezza srl</title>
	<link>https://sasicurezza.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Stress lavoro correlato, di cosa si tratta?</title>
		<link>https://sasicurezza.it/stress-lavoro-correlato-di-cosa-si-tratta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[r foglietta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 07:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Igiene]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sasicurezza.it/?p=9743</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1>
		Stress lavoro correlato, di cosa si tratta?
	</h1>
	<p>Lo <strong>stress lavoro correlato</strong> è un problema crescente in tutto il mondo, il quale influisce non solo sulla salute e sul benessere dei lavoratori, ma anche sulla produttività delle organizzazioni. Da un&#8217;indagine dell&#8217;<em>Organizzazione Mondiale della Sanità </em>è emerso che lo stress lavoro correlato in Australia è la <strong>seconda malattia più diffusa nei luoghi di lavoro</strong>, dopo i disturbi muscolo scheletrici. Scopriamo insieme di cosa si tratta, i sintomi e la normativa di riferimento.</p>
<h2>Che cos&#8217;è lo stress lavoro correlato?&nbsp;</h2>
<p>Lo <strong>stress lavoro correlato </strong>è un disturbo che<strong> colpisce le persone quando vengono sottoposte a richieste e pressioni di vario tipo sul luogo di lavoro</strong>. Queste persone non sono in grado di gestire pressioni simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo <strong>stress lavoro correlato</strong> si verifica in un&#8217;ampia gamma di circostanze lavorative. Ma è spesso <strong>aggravato quando i dipendenti sentono di avere scarso sostegno da parte di superiori e colleghi</strong>, oltre che poco controllo sui processi lavorativi.</p>
<p>Quasi sempre questa tipologia di stress provoca <strong>disagi psicologici e fisici</strong> che durano nel tempo e che nei casi più gravi richiedono cure psichiatriche. A questo riguardo, la <strong>normativa di riferimento</strong> fa rientrare nello stress correlato al lavoro esclusivamente le <strong>patologie derivanti dalla cattiva organizzazione del lavoro </strong>e non i disagi psicologici riferibili alle relazioni con colleghi e superiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Da cosa è causato lo stress lavoro correlato?&nbsp;</h2>
<p>Le cause dello stress lavoro correlato <strong>possono essere riconducibili ai contenuti del lavoro ed ai contesti lavorativi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fra i <strong>contenuti del lavoro</strong> che provocano questi <strong>disagi psicologici</strong> vi sono:</p>
<ul>
<li><strong>le caratteristiche del lavoro</strong> (monotonia, scarsi stimoli, mancanza di significato dei compiti, mancanza di varietà);</li>
<li><strong>il carico ed il ritmo di lavoro</strong> (troppo o troppo poco da fare, lavoro con ritmi insostenibili);</li>
<li><strong>l&#8217;orario di lavoro</strong> (rigido o poco flessibile, lungo da non permettere vita sociale, imprevedibile, sistemi di turni mal concepiti);</li>
<li><strong>la partecipazione ed il controllo</strong> (mancanza di partecipazione al processo decisionale, mancanza di controllo sui processi di lavoro, sul ritmo, sugli orari, sui metodi e sull&#8217;ambiente di lavoro).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fra i <strong>disagi </strong>causati dal<strong> contesto lavorativo</strong> vi sono invece:</p>
<ul>
<li><strong>lo sviluppo della carriera, lo status e la retribuzione</strong> (insicurezza del posto di lavoro, mancanza di opportunità di promozione, scarsa promozione, lavoro di scarso valore sociale, schemi di pagamento a cottimo, sistemi di valutazione delle prestazioni poco chiari o ingiusti, essere troppo o troppo poco qualificati per un lavoro);</li>
<li><strong>il ruolo del lavoratore nell&#8217;organizzazione</strong> (ruolo poco chiaro, ruoli in conflitto);</li>
<li><strong>le relazioni interpersonali</strong> (supervisione inadeguata e poco incoraggiante);</li>
<li><strong>pessima organizzazione</strong> (scarsa comunicazione, scarsa leadership, mancanza di regole comportamentali, mancanza di chiarezza sugli obiettivi, le strutture e le strategie organizzative);</li>
<li><strong>equilibrio tra lavoro e vita privata</strong> (scarso equilibrio fraore di lavoro e ore per la vita privata, mancanza di supporto al lavoro per i problemi legati alla vita familiare, mancanza di regole e politiche organizzative a sostegno dell&#8217;equilibrio tra lavoro e vita privata).</li>
</ul>
<h3>Quali sono i sintomi dello stress lavoro correlato?&nbsp;</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>sintomi tipici dello stress lavoro correlato</strong> possono essere <strong>fisici, psicologici e comportamentali.</strong> Tra i <strong>sintomi fisici</strong> vi sono:</p>
<ul>
<li>stanchezza;</li>
<li>tensione muscolare;</li>
<li>mal di testa;</li>
<li>palpitazioni cardiache;</li>
<li>difficoltà a dormire, come l&#8217;insonnia;</li>
<li>disturbi gastrointestinali, come diarrea o stipsi;</li>
<li>disturbi dermatologici.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i <strong>sintomi psicologici</strong> vi sono:</p>
<ul>
<li>depressione;</li>
<li>ansia;</li>
<li>scoraggiamento;</li>
<li>irritabilità;</li>
<li>pessimismo;</li>
<li>sensazione di essere sopraffatti e incapaci di affrontare la situazione;</li>
<li>difficoltà cognitive, come una ridotta capacità di concentrazione o di prendere decisioni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i <strong>sintomi comportamentali</strong> vi sono:</p>
<ul>
<li>aumento dei giorni di malattia o assenteismo;</li>
<li>aggressività;</li>
<li>diminuzione della creatività e dell&#8217;iniziativa;</li>
<li>calo delle prestazioni lavorative;</li>
<li>problemi nelle relazioni interpersonali;</li>
<li>sbalzi d&#8217;umore e irritabilità;</li>
<li>minore tolleranza, frustrazione e impazienza;</li>
<li>disinteresse generale alle cose</li>
</ul>
<p><strong>È fondamentale che i datori di lavoro riconoscano subito quando si trovano di fronte a casi di stress lavoro correlato</strong>, adottando le misure necessarie per <strong>affrontare un problema significativo di salute e sicurezza.</strong> Un&#8217;azienda, infatti, può e deve <strong>adottare tutte le azioni atte a garantire che i dipendenti non siano sottoposti a stress non necessario</strong>.</p>
<h3>Differenza fra stress lavoro correlato e pressione&nbsp;</h3>
<p>Spesso si fa confusione tra <strong>stress lavoro correlato e pressione</strong>. A volte il termine <strong>&#8220;stress&#8221;</strong> viene usato per giustificare <strong>cattive pratiche di gestione</strong>. La <strong>pressione sul posto di lavoro</strong> <strong>è inevitabile</strong> a causa delle moderne esigenze lavorative. Essa, quando viene percepita come <strong>accettabile</strong>, può addirittura essere <strong>positiva</strong> perché fa stare i <strong>lavoratori vigili, motivati, proattivi, inclini ad imparare</strong>. Tuttavia, <strong>quando questa pressione diventa eccessiva o comunque ingestibile, porta allo stress lavoro correlato </strong>il quale finisce per <strong>danneggiare la salute dei lavoratori</strong> inficiando le loro prestazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo <strong>stress lavoro correlato</strong> può essere causato da:</p>
<ul>
<li><strong>cattiva organizzazione del lavoro</strong> (il modo in cui si progettano i carichi di lavoro, si distribuiscono sulle persone ed in cui vengono gestiti);</li>
<li><strong>una cattiva progettazione del lavoro</strong> (ad esempio, la mancanza di controllo sui processi di lavoro);</li>
<li>una cattiva gestione generale;</li>
<li>condizioni di lavoro insoddisfacenti;</li>
<li>mancanza di supporto da parte di colleghi e superiori.</li>
</ul>
<h3>Stress lavoro correlato: la normativa di riferimento</h3>
<p>Il <em>Decreto 81/2008</em> che detta le <strong>norme in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro</strong> prevede già la <strong>valutazione dello stress lavoro correlato,</strong> visto l&#8217;alto impatto che lo stesso ha sull&#8217;efficienza di tutti i lavoratori, a prescindere dalle dimensioni e dal settore delle aziende in cui essi operano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla luce di ciò, è stato introdotto un decreto legge, il quale ha imposto <strong>l&#8217;obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato in tutte le aziende che abbiano almeno un lavoratore dipendente</strong>. Pertanto, <strong>tutti i </strong><a href="https://sasicurezza.it/il-datore-di-lavoro/"><strong>datori di lavoro</strong></a><strong> devono valutare e misurare il grado di stress dei propri dipendenti</strong> adottando tutte le misure necessarie per eliminarlo o quantomeno ridurlo, avvalendosi della collaborazione del <strong>medico competente e del RSPP. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>datori di lavoro</strong> devono <strong>consultare il </strong><a href="https://sasicurezza.it/rls-il-rappresentante-dei-lavoratori-per-la-sicurezza/"><strong>Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)</strong></a><strong> e valutare il grado di rischio</strong> per tutti i lavoratori coinvolti: tale valutazione deve essere quindi inserita all&#8217;interno del <a href="https://sasicurezza.it/il-dvr-documento-di-valutazione-dei-rischi/"><strong>Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)</strong></a> e ne è parte integrante.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I principali rischi elettrici e le precauzioni da adottare</title>
		<link>https://sasicurezza.it/i-principali-rischi-elettrici-e-le-precauzioni-da-adottare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[r foglietta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 11:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul Lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sasicurezza.it/?p=9654</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1>
		I principali rischi elettrici e le precauzioni da adottare 
	</h1>
	<p>Ogni giorno siamo potenzialmente esposti a <strong>rischi elettrici</strong>, ovvero a pericoli che non si vedono ma che possono nascondersi anche dietro ad un <strong>impianto apparentemente sicuro</strong>. Toccare i <strong>cavi elettrici</strong> <strong>non adeguatamente isolati o attrezzature dalle componenti usurate</strong> ci espone al <strong>rischio di ricevere scariche elettriche</strong> che, se di forte intensità, possono <strong>provocare gravi danni alla salute</strong>. Si parla di <strong>rischio elettrico </strong>quando si svolge un <strong>lavoro nelle vicinanze di una fonte di alimentazione di natura elettrica</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>rischio elettrico</strong> può nascere da un <strong>contatto diretto o indiretto con una parte non protetta di un impianto elettrico</strong>. Un contatto diretto avviene con un <strong>cavo in tensione e non isolato</strong>. Un contatto indiretto invece si ha quando il <strong>passaggio di corrente avviene attraverso un elemento conduttore</strong> come un metallo o l&#8217;acqua.</p>
<h2>Rischi elettrici: lavoratori esposti e conseguenze&nbsp;</h2>
<p>Le <strong>persone esposte ai</strong> <strong>rischi elettrici</strong> sono tutte quelle che lavorano principalmente nei seguenti <strong>settori</strong>:</p>
<ul>
<li>metalmeccanico</li>
<li>edile</li>
<li>carrozzerie meccaniche</li>
<li>ospedali</li>
</ul>
<p>Tale rischio è estremamente diffuso in quegli ambienti di lavoro, ma è caratteristico anche di quelle tipologie di lavoro che per le circostanze in cui hanno luogo espongono ai <strong>rischi di natura elettrica</strong>. Queste attività sono quelle che si svolgono tipicamente in <strong>prossimità dell&#8217;acqua</strong>, elemento altamente conduttivo oppure quelle in cui si adoperano attrezzature di metallo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>lavori eseguiti su parti in tensione</strong> e che comportano quindi <strong>rischi elettrici</strong> possono essere <strong>svolti esclusivamente da persone esperte nell&#8217;ambito dei</strong> <strong>pavori elettrici (PES)</strong> <strong>e dalle persone avvertite nell&#8217;ambito dei lavori elettrici (PAV).</strong></p>
<p>I <strong>lavori eseguiti su parti non in tensione</strong> possono essere eseguiti anche da <strong>persone comuni (PEC).</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>I <strong>danni </strong>per l&#8217;organismo colpito da una<strong> scarica elettrica</strong> dipendono dalla <strong>durata dell&#8217;esposizione, dall&#8217;intensità e dalla frequenza della tensione elettrica</strong>.</p>
<p>Il <strong>passaggio della corrente elettrica attraverso il corpo</strong> viene indicato con il termine di <strong>folgorazione o elettrocuzione. </strong>In questi casi l&#8217;organismo umano può riportare <strong>danni anche gravissimi</strong>, come:</p>
<ul>
<li><strong>arresto cardiaco;</strong></li>
<li><strong>arresto respiratorio;</strong></li>
<li><strong>fibrillazione;</strong></li>
<li><strong>danni muscolari come la</strong> <strong>tetanizzazione</strong>, ovvero lo stato in cui i muscoli sono portati a contrarsi completamente e a rimanere in quello stato senza possibilità di rilassarsi, a causa di una <strong>stimolazione elettrica prolungata</strong>;</li>
<li><strong>danni a carico del sistema nervoso</strong> che compromettono gravemente le funzioni motorie e sensitive.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Se la durata dell&#8217;esposizione è breve e l&#8217;intensità della corrente è bassa, i danni sono più contenuti e solitamente circoscritti alla sola zona del corpo venuta a contatto con l&#8217;elettricità</strong>. In questo caso il danno riportato si limita ad <strong>ustioni locali</strong> o a fenomeni di ipersensibilizzazione che sono comunque <strong>reversibili</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i maggiori <a href="https://sasicurezza.it/rischio-incendio-nei-cantieri-edili-come-prevenirlo/">pericoli causati dal rischio elettrico c&#8217;è anche l&#8217;incendio</a><strong>.</strong></p>
<h2>Quali sono le precauzioni da adottare?&nbsp;</h2>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>Le <strong>precauzioni più efficaci</strong> da adottare non possono prescindere dalla <strong>prevenzione,</strong> che si basa sulla <strong>costante formazione ed informazione delle persone che effettuano la manutenzione regolare su impianti ed attrezzature nel rispetto della</strong> <strong><a href="https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-impianti-in-bassa-tensione.pdf">normativa CEI 11-27</a>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le <strong>precauzioni da adottare</strong> prevedono l&#8217;adozione di <strong>dispositivi tecnici come barriere fisiche, interruttori differenziali, materiali isolanti, misuratori di tensione</strong>. Risultano particolarmente efficaci anche i <strong>dispositivi di protezione individuale</strong>, ad esempio i <strong>guanti isolanti e le calzature antistatiche</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per <strong>prevenire i contatti diretti</strong> si possono impiegare <strong>barriere, ostacoli ed utensili correttamente messi a terra</strong>. Le <strong>parti sotto tensione </strong>devono essere <strong>ricoperte con</strong> <strong>materiale isolante</strong> oppure posizionate dietro involucri che assicurano protezione sia da contatti da corpi estranei che da sostanze liquide.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per <strong>prevenire i contatti indiretti</strong> si utilizzano <strong>dispositivi che impediscono il contatto con gli elementi sotto tensione</strong>, oppure mezzi che interrompono tempestivamente il circuito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fra le <strong>misure di prevenzione</strong> si distinguono quelle da attuare per i<strong> lavori non elettrici</strong> e quelle invece per i<strong> lavori sotto tensione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Prevenzione del rischio elettrico nei lavori non elettrici&nbsp;</h3>
<p>Per i <strong>lavori non elettrici</strong> è possibile garantire la <strong>sicurezza</strong> degli operatori mediante:</p>
<ul>
<li>utilizzo della <strong>corretta segnaletica di pericolo</strong> nei casi in cui si individuano specifiche aree pericolose;</li>
<li><strong>informare e formare tutti gli operatori circa i rischi di natura elettrica</strong>;</li>
<li>organizzare preventivamente il lavoro da eseguire, individuando la <strong>presenza di eventuali parti sotto tensione accessibili</strong> durante le attività. In queste circostanze occorre calcolare la distanza di sicurezza da rispettare, così come stabilito dalla <em>normativa CEI 11-27</em>.</li>
</ul>
<h3>Prevenzione del rischio elettrico nei lavori sotto tensione</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per i lavori sotto tensione la <strong>prevenzione</strong> si attua mediante:</p>
<ul>
<li>pianificazione preventiva del lavoro;</li>
<li>organizzazione di un piano di intervento;</li>
<li>consegna formale e successiva restituzione dell&#8217;impianto;</li>
<li>adeguata formazione ed informazione degli operatori. Tale formazione ha lo scopo di <strong>qualificare gli operatori addetti ai lavori negli impianti elettrici</strong>. Sia le persone esperte (PES) che le persone avvertite (PAV) hanno l&#8217;obbligo di formazione e devono seguire corsi abilitanti della durata di 12 ore.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le <strong>precauzioni da adottare</strong> al fine di garantire la <strong>sicurezza degli operatori</strong> sono:</p>
<ul>
<li>attestato di conformità dell&#8217;impianto;</li>
<li>verifica di funzionamento dell&#8217;interruttore differenziale;</li>
<li>spegnimento di tutti quegli apparecchi che potrebbero causare incidenti nelle ore notturne;</li>
<li>non utilizzare apparecchi elettrici in prossimità di liquidi;</li>
<li>utilizzo di attrezzature di lavoro e dispositivi di protezione a norma;</li>
<li>controllo e revisione regolare degli impianti da parte di personale qualificato;</li>
<li>utilizzo di estintori a polvere o CO2 per spegnere gli incendi provocati dall&#8217;elettricità;</li>
<li>evitare il sovraccarico delle prese di corrente.</li>
</ul>
<h4>La normativa di riferimento nell&#8217;ambito lavorativo&nbsp;</h4>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>I lavori che espongono a rischio elettrico sono regolamentati dal Decreto Legislativo 81/08, il quale stabilisce gli obblighi per le aziende e le <strong><a href="https://sasicurezza.it/il-datore-di-lavoro/">misure di prevenzione e protezione a carico del datore di lavoro</a></strong>, così come definito dall&#8217;<em>articolo 18</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare tale Decreto definisce:</p>
<ul>
<li>i requisiti di sicurezza;</li>
<li>i lavori sotto tensione e in prossimità di parti attive;</li>
<li>gli obblighi del datore di lavoro;</li>
<li>la protezione di edifici, strutture, attrezzature e impianti;</li>
<li>la protezione dai fulmini;</li>
<li>i controlli e le relative sanzioni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <a href="https://www.mise.gov.it/images/stories/recuperi/Impresa_internazionalizzazione/DM-22-gennaio-2008.pdf">Decreto legislativo 37/08</a> stabilisce invece:</p>
<ul>
<li>le verifiche da effettuare e le relative scadenze;</li>
<li>la conformità di impianti, apparecchiature, attrezzature e messe a terra.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La normativa <em>CEI 11-27</em> detta <em>&#8220;Disposizioni relative allo svolgimento dei lavori che espongono ai rischi elettrici&#8221; </em>costituisce la <strong>normativa tecnica di riferimento</strong> per l&#8217;esecuzione dei lavori sotto tensione. Tale normativa stabilisce:</p>
<ul>
<li>quali sono le figure che possono operare in prossimità dei <strong>lavori elettrici</strong>;</li>
<li>le istruzioni da impartire alle persone comuni che eseguono lavori su parti non in tensione;</li>
<li>la distanza durante i lavori non elettrici;</li>
<li>le modifiche alla distanza quando si eseguono <strong>lavori sotto tensione.</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>HACCP, l’importanza della sicurezza alimentare</title>
		<link>https://sasicurezza.it/haccp-limportanza-della-sicurezza-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[r foglietta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 09:47:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Igiene]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sasicurezza.it/?p=9647</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="9647" class="elementor elementor-9647">
				<div class="elementor-element elementor-element-2573c55f e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="2573c55f" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-2243ed53 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="2243ed53" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									
<h1>HACCP, l&#8217;importanza della sicurezza alimentare</h1>
<p>L&#8217; <strong>HACCP</strong>, <em>Hazard Analysis Critical Control Point,</em> è un <strong>metodo di analisi </strong>dei potenziali<strong> rischi igienici </strong>di un&#8217;azienda alimentare. Si tratta di un insieme di <strong>procedure </strong>volte a<strong> tutelare il consumatore </strong>garantendo la <strong>salubrità degli alimenti</strong>. Il focus principale del sistema HACCP è la <strong>prevenzione dei rischi</strong> attraverso l&#8217;attenta osservazione delle procedure di sicurezza alimentare interne all&#8217;azienda.</p>
<h2>L&#8217;importanza del manuale HACCP</h2>
<p>La <strong>normativa sulla sicurezza</strong> obbliga gli esercizi commerciali come ristoranti, bar, gelaterie, pizzerie e chiunque tratti alimenti e bevande a <strong>produrre un</strong> <strong>manuale di autocontrollo.</strong> Si tratta di una <strong>serie di documenti</strong> da mettere a disposizione degli <strong>organi di controllo qualora avvenga un&#8217;ispezione</strong>.</p>
<p>Il <strong>manuale</strong> deve avere al suo interno tutte le informazioni relative al <strong>piano igienico sanitario</strong> adottato dall&#8217;azienda sulla base del <strong>sistema HACCP</strong>.</p>
<p>Ogni azienda ha caratteristiche strutturali e produttive differenti. Di conseguenza, la <strong>documentazione</strong> deve risultare in linea con la<strong> tipologia di attività </strong>che svolge. Il <strong>manuale HACCP</strong> deve essere <strong>costruito su misura</strong> e non può essere mai standard.</p>
<p>All&#8217;interno del <strong>manuale</strong> devono essere indicate<strong> la descrizione </strong>dei prodotti<strong>, la tipologia di materie prime </strong>utilizzate per la preparazione degli alimenti e la <strong>programmazione dettagliata</strong> relativa alla <strong>formazione degli operatori</strong>.</p>
<p><strong>Il</strong> <strong>manuale HACCP</strong> <strong>viene redatto dal titolare dell&#8217;azienda</strong> <strong>in collaborazione con un consulente tecnico avente esperienza e conoscenza delle normative</strong>.</p>
<p>Nella <strong>certificazione HACCP</strong> presente in azienda, deve esserci una <strong>definizione delle procedure di sicurezza alimentare (sistema HACCP)</strong> che permetta agli operatori del settore alimentare di fare una <strong>analisi dei rischi</strong> volta ad individuare:</p>
<ul>
	<li>i rischi chimici, biologici e fisici presenti in azienda da eliminare, ridurre o prevenire;</li>
	<li>i punti critici di controllo che potrebbero creare un rischio;</li>
	<li>i limiti di accettabilità dei punti critici di controllo ;</li>
	<li>le modalità per tenere sotto controllo i punti critici e prevenire i rischi;</li>
	<li>le procedure da seguire regolarmente per verificare che le misure prese funzionino davvero;</li>
	<li>i documenti dei quali deve dotarsi l&#8217;impresa per quanto riguarda la sicurezza alimentare.</li>
</ul>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-17741 aligncenter" src="https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2025/06/haccp-in-pasticceria.jpg" alt="haccp in pasticceria" width="1200" height="800" srcset="https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2025/06/haccp-in-pasticceria.jpg 1200w, https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2025/06/haccp-in-pasticceria-300x200.jpg 300w, https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2025/06/haccp-in-pasticceria-1024x683.jpg 1024w, https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2025/06/haccp-in-pasticceria-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2>Sistema HACCP, la sicurezza alimentare </h2>
<p>Il <strong>sistema HACCP </strong>è stato reso obbligatorio dal <em><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32004R0852&amp;from=EN">Regolamento europeo CE 852/2004</a></em>, che fa parte del <strong>pacchetto Igiene</strong>.</p>
<p>L&#8217;adozione del sistema HACCP prevede il controllo dei processi produttivi per <strong>garantire al consumatore le migliori condizioni di sicurezza igienica</strong> ed è rivolta alle imprese che somministrano alimenti come ristoranti e bar o alle aziende che producono alimenti.</p>
<p>Il processo di manipolazione sicura degli alimenti è finalizzato alla <strong>prevenzione dei rischi per la salute dei consumatori finali</strong>, ultimo anello della <strong>filiera.</strong></p>
<p>Attraverso questo sistema è <strong>indispensabile individuare nella propria azienda i potenziali pericoli </strong>che si presentano in ciascun <strong>processo produttivo degli alimenti</strong>.</p>
<p>Le direttive europee definiscono articoli e linee guida riguardo la sicurezza igienica degli impianti utilizzati. Tali prescrizioni vanno implementate seguendo delle regole ben precise in materia di igiene e di sicurezza degli alimenti.</p>
<p>È fondamentale la <strong>verifica delle condizioni igieniche</strong> anche per il <strong>metodo di conservazione dei cibi</strong> al fine di evitarne la<strong> contaminazione</strong> nel caso della <strong>presenza o del deposito di sostanze nocive</strong>, in particolar modo per i soggetti che svolgono mansioni durante le quali sono a stretto contatto col cibo.</p>
<h1><img decoding="async" class="wp-image-11621 size-full aligncenter" src="https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2024/08/HACCP-definizione-obiettivi-e-importanza-per-la-sicurezza-alimentare.jpg" alt="HACCP" width="1200" height="800" srcset="https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2024/08/HACCP-definizione-obiettivi-e-importanza-per-la-sicurezza-alimentare.jpg 1200w, https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2024/08/HACCP-definizione-obiettivi-e-importanza-per-la-sicurezza-alimentare-300x200.jpg 300w, https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2024/08/HACCP-definizione-obiettivi-e-importanza-per-la-sicurezza-alimentare-1024x683.jpg 1024w, https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2024/08/HACCP-definizione-obiettivi-e-importanza-per-la-sicurezza-alimentare-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></h1>
<h3>Sicurezza di un alimento: le fasi della catena alimentare </h3>
<p>La <strong>sicurezza di un alimento</strong> è l&#8217;obiettivo finale dell&#8217;applicazione del sistema HACCP: il processo inizia dalla raccolta delle materie prime fino ad arrivare al confezionamento ed il trasporto dei prodotti. Per questo motivo, <strong>l&#8217;applicazione del protocollo in questione deve riguardare l&#8217;intera filiera alimentare</strong>, per <strong>garantire</strong> <strong>igiene e sicurezza</strong> in tutte le circostanze.</p>
<blockquote>
<p><strong>Se il prodotto non viene trattato secondo le norme HACCP anche solo in una fase del processo, l&#8217;intero sistema subisce un danno e l&#8217;eventuale contaminazione arriva al cliente finale</strong>.</p>
</blockquote>
<h3>Sistema HACCP, la normativa di riferimento </h3>
<p>Il <strong>sistema HACCP</strong> è regolato da una <strong>normativa ben precisa</strong> maturata nel corso degli anni.</p>
<p>Il primo sistema di controllo dei punti critici venne inventato negli Anni &#8217;60 in America al fine di garantire pasti controllati, salubri e sicuri agli astronauti in missione per la NASA.</p>
<p>Successivamente, fu disposto l&#8217;obbligo di adottare questo sistema in tutte le aziende del settore alimentare.</p>
<p>La <strong>prima normativa di riferimento per l&#8217;HACCP in Europa</strong> è arrivata nei primi Anni &#8217;90 con la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX%3A31993L0043">Direttiva 1993/43/CEE.</a> Questa è stata recepita in Italia con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1997/06/13/097G0189/sg">D.Lgs 155/1997</a>, che rendeva il <strong>sistema HACCP obbligatorio per tutta la</strong> <strong>filiera alimentare.</strong></p>
<p>Tale normativa è successivamente stata sostituita dal <strong>Regolamento CE 852/2004</strong> entrato in vigore nel Gennaio del 2006 ed è stato attuato in Italia con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2007/11/09/007G0210/sg">D.Lgs 193/2007</a>. Con quest&#8217;ultimo vengono <strong>decretate per la prima volta le sanzioni per inadempienza alle disposizioni dell&#8217;HACCP</strong>.</p>
<p>La normativa relativa al sistema HACCP stabilisce che vi siano delle <strong>procedure obbligatorie da seguire.</strong></p>
<p>La <strong>normativa in Italia</strong> ha carattere <strong>regionale</strong>. Ciò vuol dire che <strong>ogni Regione ha un proprio ufficio competente</strong> all&#8217;interno del quale viene disciplinata la <strong>materia della sicurezza alimentare.</strong></p>
<h1><img decoding="async" class="wp-image-18557 aligncenter" src="https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2026/02/istockphoto-1081422898-612x612-1.jpg" alt="corso haccp" width="665" height="443" srcset="https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2026/02/istockphoto-1081422898-612x612-1.jpg 612w, https://sasicurezza.it/wp-content/uploads/2026/02/istockphoto-1081422898-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 665px) 100vw, 665px" /></h1>
<h3>L&#8217;importanza della formazione obbligatoria per la sicurezza alimentare </h3>
<p>Per lavorare nella <strong>filiera alimentare</strong>, ai sensi della normativa vigente in materia, <strong>ogni azienda ed ogni lavoratore</strong> operante nella stessa, deve possedere <strong>requisiti fondamentali specifici</strong>.</p>
<p>L&#8217;obbligo per tutte le attività del settore alimentare è quello di farsi carico di un <strong>piano di autocontrollo</strong>, munendosi di un <strong>manuale HACCP</strong> (non standard) redatto basandosi sulle esigenze specifiche di igiene e sicurezza nel processo di produzione alimentare dell&#8217;azienda.</p>
<p>Il manuale deve contenere le <strong>linee guida necessarie per il</strong> <strong>monitoraggio e la prevenzione dei rischi</strong> alimentari da mettere in atto tramite la compilazione di <strong>apposite schede di autocontrollo HACCP</strong>.</p>
<p>Per i <strong>lavoratori</strong> invece è necessario conseguire una <a href="https://sasicurezza.it/corso-haccp-per-responsabili-e-titolari-cosa-devi-sapere/">certificazione </a> che attesti la loro <strong>preparazione in materia di sicurezza ed igiene alimentare:</strong> l&#8217; <a href="https://sasicurezza.it/haccp/">Attestato HACCP</a><strong>.</strong></p>
								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-abde038 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="abde038" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-fadb0b3 elementor-widget elementor-widget-shortcode" data-id="fadb0b3" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="shortcode.default">
				<div class="elementor-widget-container">
							<div class="elementor-shortcode"><noscript class="ninja-forms-noscript-message">
	Avviso: JavaScript è obbligatorio per questo contenuto.</noscript>
<div id="nf-form-5-cont" class="nf-form-cont" aria-live="polite" aria-labelledby="nf-form-title-5" aria-describedby="nf-form-errors-5" role="form">

    <div class="nf-loading-spinner"></div>

</div>
        <!-- That data is being printed as a workaround to page builders reordering the order of the scripts loaded-->
        <script>var formDisplay=1;var nfForms=nfForms||[];var form=[];form.id='5';form.settings={"objectType":"Form Setting","editActive":true,"title":"Articoli - Richiedi informazioni","show_title":1,"allow_public_link":0,"embed_form":"","clear_complete":1,"hide_complete":1,"default_label_pos":"above","wrapper_class":"","element_class":"","form_title_heading_level":"3","key":"","add_submit":1,"currency":"","unique_field_error":"A form with this value has already been submitted.","logged_in":false,"not_logged_in_msg":"","sub_limit_msg":"<p>The form has reached its submission limit.<\/p>","calculations":[],"formContentData":["titolo_pagina_1771233148356","hidden_1771233193168","fd_nome_1770647625277","fd_cognome_1770647639481","fd_email_1770647658095","telefono_39_1773762969561","messaggio_1770647681018","recaptcha_1770653100608","accetto_la_less_than_a_href_https_sasicurezza_it_privacy-policy_target_blank_greater_than_privacy_policy_less_than_a_greater_than_di_sa_sicurezza_1770650049292","invia_1770647763105","hidden_1771233145295"],"changeEmailErrorMsg":"Immetti un indirizzo email valido.","changeDateErrorMsg":"Please enter a valid date!","confirmFieldErrorMsg":"Questi campi devono corrispondere.","fieldNumberNumMinError":"Errore numero min","fieldNumberNumMaxError":"Errore numero max","fieldNumberIncrementBy":"Incrementa di ","formErrorsCorrectErrors":"Correggi gli errori prima di inviare il form.","validateRequiredField":"Campo obbligatorio.","honeypotHoneypotError":"Errore Honeypot","fieldsMarkedRequired":"I campi contrassegnati con <span class=\"ninja-forms-req-symbol\">*<\/span> sono obbligatori.","objectDomain":"display","drawerDisabled":false,"ninjaForms":"Ninja Forms","fieldTextareaRTEInsertLink":"Inserisci link","fieldTextareaRTEInsertMedia":"Inserisci media","fieldTextareaRTESelectAFile":"Seleziona un file","formHoneypot":"Se sei un essere umano e vedi questo campo, lascialo vuoto.","fileUploadOldCodeFileUploadInProgress":"Caricamento file in corso.","fileUploadOldCodeFileUpload":"CARICAMENTO FILE","currencySymbol":"&euro;","thousands_sep":".","decimal_point":",","siteLocale":"it_IT","dateFormat":"m\/g\/A","startOfWeek":"1","of":"di","previousMonth":"Previous Month","nextMonth":"Next Month","months":["January","February","March","April","May","June","July","August","September","October","November","December"],"monthsShort":["Jan","Feb","Mar","Apr","May","Jun","Jul","Aug","Sep","Oct","Nov","Dec"],"weekdays":["Sunday","Monday","Tuesday","Wednesday","Thursday","Friday","Saturday"],"weekdaysShort":["Sun","Mon","Tue","Wed","Thu","Fri","Sat"],"weekdaysMin":["Su","Mo","Tu","We","Th","Fr","Sa"],"recaptchaConsentMissing":"reCaptcha validation couldn&#039;t load.","recaptchaMissingCookie":"reCaptcha v3 validation couldn&#039;t load the cookie needed to submit the form.","recaptchaConsentEvent":"Accept reCaptcha cookies before sending the form.","currency_symbol":"","beforeForm":"","beforeFields":"","afterFields":"","afterForm":""};form.fields=[{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":1,"idAttribute":"id","label":"Nascondi","type":"hidden","key":"titolo_pagina_1771233148356","default":"{wp:post_title}","admin_label":"","drawerDisabled":false,"manual_key":true,"id":45,"beforeField":"","afterField":"","value":"HACCP, l\u2019importanza della sicurezza alimentare","label_pos":"above","parentType":"hidden","element_templates":["hidden","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap-no-label"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":2,"idAttribute":"id","label":"Nascondi","type":"hidden","key":"hidden_1771233193168","default":"{wp:post_url}","admin_label":"","drawerDisabled":false,"id":46,"beforeField":"","afterField":"","value":"https:\/\/sasicurezza.it\/haccp-limportanza-della-sicurezza-alimentare\/","label_pos":"above","parentType":"hidden","element_templates":["hidden","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap-no-label"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":3,"idAttribute":"id","label":"Nome","type":"textbox","key":"fd_nome_1770647625277","label_pos":"above","required":1,"default":"","placeholder":"","container_class":"","element_class":"","input_limit":"","input_limit_type":"characters","input_limit_msg":"Caratteri rimasti","manual_key":true,"admin_label":"","help_text":"","mask":"","custom_mask":"","custom_name_attribute":"","personally_identifiable":"","custom_autocomplete":"","value":"","drawerDisabled":false,"id":29,"beforeField":"","afterField":"","parentType":"textbox","element_templates":["textbox","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":4,"idAttribute":"id","label":"Cognome","type":"textbox","key":"fd_cognome_1770647639481","label_pos":"above","required":1,"default":"","placeholder":"","container_class":"","element_class":"","input_limit":"","input_limit_type":"characters","input_limit_msg":"Caratteri rimasti","manual_key":true,"admin_label":"","help_text":"","mask":"","custom_mask":"","custom_name_attribute":"","personally_identifiable":"","custom_autocomplete":"","value":"","drawerDisabled":false,"id":30,"beforeField":"","afterField":"","parentType":"textbox","element_templates":["textbox","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":5,"idAttribute":"id","label":"Email","type":"email","key":"fd_email_1770647658095","label_pos":"above","required":1,"default":"","placeholder":"","container_class":"","element_class":"","admin_label":"","help_text":"","custom_name_attribute":"email","personally_identifiable":1,"value":"","manual_key":true,"drawerDisabled":false,"id":31,"beforeField":"","afterField":"","parentType":"email","element_templates":["email","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":6,"idAttribute":"id","label":"Telefono (+39)","type":"textbox","key":"telefono_39_1773762969561","label_pos":"above","required":false,"default":"","placeholder":"","container_class":"","element_class":"","input_limit":"","input_limit_type":"characters","input_limit_msg":"Caratteri rimasti","manual_key":false,"admin_label":"","help_text":"","mask":"","custom_mask":"","custom_name_attribute":"","personally_identifiable":"","custom_autocomplete":"","value":"","drawerDisabled":false,"id":70,"beforeField":"","afterField":"","parentType":"textbox","element_templates":["textbox","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":7,"idAttribute":"id","label":"Messaggio","type":"textarea","key":"messaggio_1770647681018","label_pos":"above","required":1,"default":"","placeholder":"","container_class":"","element_class":"","input_limit":"","input_limit_type":"characters","input_limit_msg":"Caratteri rimasti","manual_key":false,"admin_label":"","help_text":"","textarea_rte":"","disable_rte_mobile":"","textarea_media":"","value":"","drawerDisabled":false,"id":32,"beforeField":"","afterField":"","parentType":"textarea","element_templates":["textarea","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":8,"idAttribute":"id","label":"Recaptcha v2","type":"recaptcha","container_class":"","element_class":"","size":"visible","key":"recaptcha_1770653100608","id":36,"beforeField":"","afterField":"","value":"","label_pos":"above","parentType":"textbox","element_templates":["recaptcha","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap","site_key":"6LeYU1YUAAAAAPNCNds2qUPIV8_OECzRhU3_qX7k","theme":"light","lang":"it"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":9,"idAttribute":"id","label":"Accetto la <a href=\"https:\/\/sasicurezza.it\/privacy-policy\/\" target=\"_blank\">Privacy Policy<\/a> di SA Sicurezza","type":"checkbox","key":"accetto_la_less_than_a_href_https_sasicurezza_it_privacy-policy_target_blank_greater_than_privacy_policy_less_than_a_greater_than_di_sa_sicurezza_1770650049292","label_pos":"right","required":1,"container_class":"","element_class":"","manual_key":false,"admin_label":"","help_text":"","default_value":"unchecked","checked_value":"Selezionato","unchecked_value":"Deselezionato","checked_calc_value":"","unchecked_calc_value":"","drawerDisabled":false,"id":34,"beforeField":"","afterField":"","value":"","parentType":"checkbox","element_templates":["checkbox","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":10,"idAttribute":"id","type":"submit","label":"INVIA","processing_label":"Invio in corso...","container_class":"","element_class":"","key":"invia_1770647763105","admin_label":"","drawerDisabled":false,"id":33,"beforeField":"","afterField":"","value":"","label_pos":"above","parentType":"textbox","element_templates":["submit","button","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap-no-label"},{"objectType":"Field","objectDomain":"fields","editActive":false,"order":11,"idAttribute":"id","type":"hidden","label":"Nascondi","key":"hidden_1771233145295","default":"","admin_label":"","id":47,"beforeField":"","afterField":"","value":"","label_pos":"above","parentType":"hidden","element_templates":["hidden","input"],"old_classname":"","wrap_template":"wrap-no-label"}];nfForms.push(form);</script>
        </div>
						</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come aumentare la produttività del personale</title>
		<link>https://sasicurezza.it/come-aumentare-la-produttivita-del-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[r foglietta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 11:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Igiene]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sasicurezza.it/?p=9525</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1>
		Come aumentare la produttività del personale
	</h1>
	<p>Aumentare la <strong>produttività del personale</strong> è una priorità per tutti coloro che gestiscono un team.</p>
<p>Si tratta di un grande valore per un team di lavoro poiché <strong>maggiore sarà la produttività, migliori saranno le performance raggiunte per l&#8217;azienda</strong>.</p>
<h2>Consigli utili per aumentare la produttiva del team</h2>
<p>La <strong>produttività</strong> è la quantità di <strong>lavoro che può essere eseguita in un determinato lasso di tempo</strong> da ogni singolo dipendente. È una delle <strong>metriche</strong> più importanti per <strong>misurare l&#8217;efficacia del personale</strong>.</p>
<p>Quando si parla di <strong>efficienza</strong>, si fa riferimento ad un livello di prestazioni che prevede la <strong>quantità minima di input al fine di generare la maggior quantità di output</strong>.</p>
<p>La <strong>produttività è l&#8217;unità di misura dell&#8217;efficienza</strong> nel processo di lavoro. Da questo punto di partenza, è possibile capire quanto sia importante assicurare la piena produttività da parte del team, sia che sia composto da 10 membri o da 100.</p>
<p>Seguendo i seguenti <strong>consigli</strong>, potrai trasformare radicalmente l&#8217;approccio al lavoro del team.</p>
<h3>Stabilisci sempre gli obiettivi del team</h3>
<p>Non si tratta di assegnare ruoli aziendali o compiti: l&#8217;obiettivo è un <strong>punto di arrivo condiviso con tutti i membri della squadra</strong>, su cui è necessario concentrarsi per la crescita dell&#8217;azienda.</p>
<p>Creare<strong> obiettivi</strong> ti permette di <strong>assegnare delle priorità</strong> nelle rispettive aree di lavoro dell&#8217;azienda. Tutti devono conoscere gli obiettivi a breve, medio e lungo termine da raggiungere.</p>
<p>Coinvolgere il team nella costruzione e nella definizione dell&#8217;obiettivo <strong>stimola l&#8217;empowerment e la voglia di lavorare insieme per un fine comune e condiviso</strong>.</p>
<h3>Fai riunioni utili</h3>
<p>Una delle maggiori <strong>perdite di tempo</strong> all&#8217;interno dell&#8217;ambiente di lavoro sono le <strong>riunioni.</strong> Quest&#8217;ultime spesso si riducono a <strong>lunghe chiacchierate</strong> che potrebbero far confondere le idee e far <strong>perdere il focus</strong>. Per evitare ciò, puoi tassativamente un <strong>ordine del giorno per ogni riunione.</strong></p>
<p>Ogni riunione deve avere un orario di inizio ed un orario di fine. Deve esserci un vero e proprio <strong>cronoprogramma</strong> da seguire ed, al termine della riunione, ognuno dei partecipanti deve sapere cosa fare esattamente.</p>
<h3>Introduci un sistema di feedback</h3>
<p>Ti sei mai chiesto come fanno i membri del tuo team a capire se sono davvero efficienti? Un <strong>sistema di feedback</strong> è fondamentale per <strong>aumentare la produttività</strong> del personale in azienda. Tenere sotto controllo le prestazioni e <strong>dare dei feedback costruttivi ad ognuno</strong> è ciò che dovrai fare al fine di assicurarti il miglior risultato.</p>
<p>Non limitarti, però, al solo feedback: una volta che hai valutato la prestazione di un dipendente, chiediti anche in che modo potrebbe migliorarla. Fare questa attività presuppone una <strong>conoscenza molto profonda dei talenti di ogni membro del team</strong> ed un rapporto costruito sul dialogo e sulla comprensione reciproca.</p>
<h3>Fai complimenti per il lavoro svolto</h3>
<p>Uno degli errori più comuni tra i manager è quello di non riconoscere l&#8217;impegno ed il lavoro dei suoi collaboratori. Per dare <strong>motivazione</strong> al team, un ottimo punto di partenza è rappresentato dal <strong>complimento</strong>: sapere di essere apprezzati è un motore davvero potente per un collaboratore.</p>
<p>Loda un lavoro ben fatto. Fai le tue <strong>congratulazioni</strong> ad ogni membro del team che raggiunge i suoi<strong> obiettivi con profitto. </strong></p>
<p>Lavorare sodo implica anche una soddisfazione personale che deve essere riconosciuta. Non dimenticarti di farlo!</p>
<h3>Cura nei dettagli l&#8217;ambiente di lavoro</h3>
<p>Numerose ricerche ribadiscono hanno ribadito quanto il <strong>luogo di lavoro</strong> influisca sulla <strong>produttività del team</strong>. Offrire ad ognuno la libertà di lavorare nel modo migliore per le sue necessità è un tuo dovere, se punti ad incrementare le prestazioni.</p>
<p><strong>Se vuoi curare l&#8217;ambiente di lavoro </strong>trasformandolo in un <strong>luogo sicuro e protetto</strong> per tutti i collaboratori, punta al <strong>Modello delle 4R</strong>, quali:</p>
<ul>
<li><strong><em>Ringiovanire:</em></strong> rinnova l&#8217;atmosfera <strong>togliendo i vecchi mobili dell&#8217;ufficio e puntando su qualcosa di minimal</strong>, facendo un vero e proprio restyling. Non dimenticare che i colori giocano un ruolo fondamentale nella psiche dell&#8217;uomo: ad esempio, puoi optare per le <strong>tonalità del blu per le pareti</strong>. Questo colore aiuta a ritrovare la concentrazione e l&#8217;armonia.</li>
<li><strong><em>Ricreare:</em></strong> dare all&#8217;ambiente un&#8217;impronta sempre più <strong>naturale</strong> permette alle persone di sentirsi a loro agio. Secondo alcuni studi, il <strong>contatto con la natura</strong> <strong>favorisce la produttività</strong>. Inserisci delle piante nell&#8217;ambiente di lavoro, ricrea dei paesaggi con delle stampe e assicurati di avere un&#8217;ottima illuminazione naturale.</li>
<li><strong><em>Riavvia:</em></strong> elimina tutte le <strong>cause di distrazione</strong> dall&#8217;ufficio. &#8220;Resetta&#8221; la negatività eliminando gli elementi opprimenti, non solo a livello di arredi. Ad esempio<strong><em>, </em></strong>tenere le <strong>porte aperte</strong>, è un segnale di apertura nei confronti del team di lavoro.</li>
<li><strong><em>Ricomincia:</em></strong> ricrea delle condizioni in cui i tuoi collaboratori si sentono sia al sicuro che coesi fra loro. Punta sulle <strong>attività di team building</strong> e renditi disponibile all&#8217;ascolto al fine di stabilire insieme tutto ciò che può aiutarli ad esprimere se stessi.</li>
</ul>
<h3>Tutela la salute e la sicurezza del team con misure specifiche</h3>
<p>I dipendenti che non si sentono sicuri sul posto di lavoro sono meno propensi a svolgere bene le proprie mansioni.</p>
<p>Le aziende che si impegnano a <strong>tutelare la sicurezza dei dipendenti</strong> ci guadagnano anche in termini di <strong>produttività</strong>.</p>
<p>Dietro un luogo di lavoro in cui salute e sicurezza non sono messe al primo posto, si nascondono costi da non sottovalutare. Inoltre, risulta più difficile fidelizzare i dipendenti attuali ed attirarne nuovi.</p>
<p>Un recente sondaggio condotto tra i dipendenti ha rivelato che <strong>il 50% dei partecipanti non vorrebbe lavorare per un&#8217;azienda in presenza di condizioni di sicurezza inadeguate. </strong></p>
<p>Un altro 28% si è dichiarato meno propenso a prendere in considerazione un eventuale impiego nella stessa azienda.</p>
<p>Una volta varcata la porta d&#8217;ingresso, i dipendenti dovrebbero avere la certezza che la <strong>sicurezza</strong> rappresenti una parte integrante della cultura dell&#8217;organizzazione.</p>
<p>Impegnati a <a href="https://sasicurezza.it/corsi-di-formazione-sulla-sicurezza-per-i-lavoratori/">formare i nuovi dipendenti sulle procedure di sicurezza</a> e ad offrire corsi di aggiornamento, ove necessario.</p>
<p>Organizza <strong>riunioni sulla sicurezza</strong> per permettere al team di imparare le ultime <strong>best practice</strong>.</p>
<p>Tieni informati tutti i dipendenti sulle procedure di manutenzione e sulla frequenza con cui sostituisci le apparecchiature più datate.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come prevenire il fenomeno delle dimissioni volontarie</title>
		<link>https://sasicurezza.it/come-prevenire-il-fenomeno-delle-dimissioni-volontarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[r foglietta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 07:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Igiene]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sasicurezza.it/?p=9515</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1>
		Come prevenire il fenomeno delle dimissioni volontarie 
	</h1>
	<p>In Italia cresce sempre più il <strong>fenomeno delle dimissioni volontarie</strong>. Negli Usa questo fenomeno prende il nome di <strong>&#8220;Great Resignation&#8221;,</strong> l&#8217;ondata di <strong>dimissioni dal lavoro</strong>.</p>
<p>Un fenomeno quasi paradossale nel nostro Paese dato l&#8217;alto <strong>tasso di disoccupazione</strong>, soprattutto quando <strong>milioni di lavoratori hanno perso il lavoro a causa della Pandemia</strong>.</p>
<p>Se da un lato il 60% delle aziende è coinvolta dalla questione, nella maggior parte dei casi (il 75%) si tratta di un fenomeno inaspettato.</p>
<p>Le <strong>fasce d&#8217;età maggiormente coinvolte riguardano i 26-35enni </strong>che rappresentano il 70% del campione, seguita dalla fascia 36-45 anni. Si tratta quindi di un <strong>fenomeno giovanile</strong> collocato soprattutto nelle mansioni impiegatizie (l&#8217;82%) e residenti nelle regioni del nord Italia (il 79%).</p>
<p>Questi dati sono emersi dall&#8217;<strong>indagine </strong><a href="https://www.aidp.it/"><strong>Aidp</strong></a><strong> (Associazione per la Direzione del Personale</strong>) su un campione di circa 600 aziende elaborate dal <strong>Centro Ricerche dell&#8217;Associazione.</strong></p>
<h2>Da cosa dipende il fenomeno delle dimissioni volontarie?</h2>
<p>Alla base della <strong>crescita esponenziale delle dimissioni volontarie</strong> vi sono certamente:</p>
<ul>
<li>la ripresa del mercato del lavoro (48%);</li>
<li>la ricerca di condizioni economiche più favorevoli (47%);</li>
<li>l&#8217;aspirazione ad un maggior equilibrio tra vita privata e lavorativa (41%) ;</li>
<li>la ricerca di maggiori opportunità di carriera (38%).</li>
</ul>
<p>Tra le <strong>ragioni delle dimissioni volontarie</strong> il 25% ha indicato la <strong>ricerca di un nuovo senso di vita</strong> ed il 20% ha imputato ad un <strong>clima di lavoro negativo</strong> interno all&#8217;azienda.</p>
<p>La <strong>Pandemia</strong> sicuramente ha inciso molto su questo fenomeno, <strong>cambiando l&#8217;atteggiamento delle persone nei confronti del lavoro</strong> e mettendo in discussione le loro priorità.</p>
<p>Questo trend non dipende dai <strong>piani di incentivazione all&#8217;uscita</strong>. Circa l&#8217;88% delle aziende coinvolte ha dichiarato che non hanno in vista un piano di incentivo all&#8217;uscita mentre il restante 12% si, anche con prepensionamenti.</p>
<p>Rispetto al passato, <strong>l&#8217;impatto delle dimissioni volontarie per il 59% delle aziende è stato superiore di almeno il 15% e per il 32% l&#8217;aumento è stato del 30%.</strong></p>
<p>Si tratta di numeri che evidenziano chiaramente &#8220;una novità improvvisa ed inconfutabile&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;analisi dei dati è emerso che <strong>le donne sono le persone occupate alla ricerca di un nuovo lavoro</strong> con il 65%.</p>
<p>Le <strong>fasce d&#8217;età</strong> sono così suddivise:</p>
<ul>
<li>18-24 anni: 12,2%;</li>
<li>25-34 anni: 20,76%;</li>
<li>35-44 anni: 29,19%;</li>
<li>45-54 anni: 29,04%;</li>
<li>55-64 anni: 8,63%.</li>
</ul>
<p>Il <strong>secondo ed il terzo settore</strong> risultano essere quelli <strong>maggiormente colpiti dal fenomeno delle dimissioni di massa </strong>sempre tenendo conto dei dati inseriti dagli iscritti in piattaforma:</p>
<ul>
<li>Impiegato: 11,85%;</li>
<li>Commesso/Addetto alle vendite: 9,29%;</li>
<li>Operaio specializzato: 6,24%;</li>
<li>Operaio generico: 4,18%.</li>
</ul>
<p>Le aziende sono costrette a far fronte ad un fenomeno inaspettato impegnandosi al <strong>ricambio con nuove assunzioni</strong>.</p>
<h3>Come stanno reagendo le aziende a questo fenomeno?</h3>
<p>Rispetto al passato, l&#8217;impatto delle <strong>dimissioni volontarie</strong> <strong>per il 59% delle aziende è stato superiore di almeno il 15% e per il 32% l&#8217;aumento è stato del 30%</strong>.</p>
<p>L&#8217;Associazione ha anche analizzato la <strong>reazione delle aziende al fenomeno.</strong> Il 55% delle stesse si sta attrezzando <strong>sostituendo i fuoriusciti con altri dipendenti con contratti a tempo indeterminato e determinato</strong>. Mentre per il 25% si tratta di <strong>un&#8217;occasione di riorganizzazione dei processi produttivi</strong>.</p>
<p>Il 15% delle aziende ha adottato una pratica attendista per valutare con maggior tempo gli impatti che avrà il fenomeno.</p>
<p>Le <strong>funzioni aziendali maggiormente coinvolte</strong> sono soprattutto <strong>Informatica e Digitale (32%), Produzione (28%) e Marketing e Commerciale (27%).</strong></p>
<h3>Intelligenza emotiva, può essere utile a non dimettersi dal lavoro?</h3>
<p>L&#8217;<strong>intelligenza emotiva </strong>è una delle <strong>soft skill utili per non incentivare le</strong> <strong>dimissioni volontarie</strong>, attraverso la gestione e la comprensione delle emozioni.</p>
<p>Di seguito le <strong>tre aree su cui l&#8217;intelligenza emotiva può incidere positivamente:</strong></p>
<ol>
<li><strong>Accresce empatia, gentilezza e comprensione verso i colleghi.</strong> In questo periodo il <strong>livello di sensibilità è notevolmente aumentato a causa dello stress accumulato e generato dalla situazione pandemica</strong>. I toni alti ed aggressivi tendono a creare una sorta di scollamento rapido con il proprio manager, rispetto a qualche anno fa. <strong>Il collaboratore è maggiormente proteso a dare le sue dimissioni volontarie </strong>e, quindi, a lasciare l&#8217;azienda che non riesce a garantire un <strong>benessere psicofisico. </strong>Ai <strong>manager</strong> viene richiesta <strong>pazienza e l&#8217;attivazione di processi di socializzazione dell&#8217;errore</strong>.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><strong>Aumenta la capacità di autoregolarsi e la consapevolezza di sé.</strong> Mettersi in discussione con il team presuppone la possibilità di <strong>creare momenti di confronto</strong> <strong>attraverso il bilancio delle competenze</strong> sia soft che hard. Ciò può essere <strong>utile per</strong> <strong>evitare che i dipendenti rassegnino le loro</strong> <strong>dimissioni volontarie.</strong> La distanza genera incomprensione. Per questo motivo è fondamentale chiarire le competenze richieste, standardizzare le definizioni ed individuare un valore atteso che differisca a seconda delle classificazioni aziendali e degli obiettivi da raggiungere. <strong>Il dipendente deve potersi auto-valutare, ed essere valutato, in ottica di miglioramento della propria persona</strong>. È giunto il momento di <strong>assumersi piena responsabilità del proprio ruolo</strong> per il bene di se stessi, degli altri e dell&#8217;azienda.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="3">
<li><strong>Incrementa la motivazione.</strong> Bisogna avere il <strong>coraggio di supportare ed incentivare l&#8217;innovazione sociale</strong> introducendo un <strong>modello di strategie di gestione bottom up. </strong>La tecnologia rappresenta sicuramente un valido strumento a supporto di logiche nuove e ben precise di sviluppo e crescita delle persone. Il <strong>people analytics</strong>, ad esempio, interviene come <strong>supporto nelle scelte da prendere.</strong><strong><em>&nbsp;</em></strong></li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lavori in quota: dalla formazione alla normativa di riferimento</title>
		<link>https://sasicurezza.it/lavori-in-quota-dalla-formazione-alla-normativa-di-riferimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[r foglietta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 07:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Igiene]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sasicurezza.it/?p=9508</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1>
		Lavori in quota: dalla formazione alla normativa di riferimento
	</h1>
	<p>Per <strong>lavori in quota</strong>, come indicato dal Testo Unico sulla Sicurezza, si intendono tutte quelle <strong>mansioni che espongono il lavoratore al rischio di una caduta da un&#8217;altezza superiore ai due metri </strong>da un piano stabile.</p>
<p>Ne sono un esempio i <strong>lavori legati alla manutenzione delle facciate degli edifici, le attività di scavo o di gestione degli impianti</strong>.</p>
<p>La maggior parte delle attività in quota avviene in cantieri temporali e mobili. La <strong>percentuale di infortuni sul lavoro purtroppo è particolarmente alta</strong>. Per questo motivo è fondamentale che i datori di lavoro ed i lavoratori rispettino la <strong>normativa vigente</strong> <strong>in merito alla</strong> <strong>sicurezza sul lavoro in quota.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;importanza della formazione dei lavoratori in quota&nbsp;</h2>
<p>Tra gli <strong>obblighi del datore di lavoro</strong> vi è quello di assicurarsi che ogni suo lavoratore segua degli appositi <a href="https://sasicurezza.it/lavori-in-quota-ecco-la-giusta-formazione/">corsi di formazione per lavori in quota</a> e che riceva uno <strong>specifico addestramento</strong> (<em>D. Lgs 81/08, art. 33, comma 1 lettera d</em>).</p>
<p>Questo tipo di corso consente al singolo lavoratore di raccogliere tutte le informazioni circa:</p>
<ul>
<li>la <strong>sicurezza durante le attività</strong>;</li>
<li>la <strong>normativa in vigore</strong>;</li>
<li>l&#8217; uso di <strong>attrezzature e misure di protezione collettiva</strong>;</li>
<li>la <strong>prevenzione di danni al lavoratore</strong> e soprattutto della <strong>caduta dall&#8217;alto</strong>.</li>
</ul>
<p>I <strong>corsi per i lavori in quota</strong> svolgono un particolare addestramento per l&#8217;<strong>uso di DPI di terza categoria</strong>. Si tratta di dispositivi protezione individuale che si pongono sul capo, sul volto e sugli occhi.</p>
<p>La scelta di indossare o meno queste attrezzature è a discrezione del datore di lavoro ma anche della normativa vigente. In alcuni casi sono <strong>obbligatori</strong>, in altri sono facoltativi.</p>
<h2>Normativa ed obblighi del datore di lavoro per i lavori in quota&nbsp;</h2>
<p>La <strong>normativa di riferimento per i lavori in quota</strong> è il <strong>Titolo IV capo II del D.Lgs 81/08</strong>, che disciplina valutazione dei rischi e misure di prevenzione da attuare.</p>
<p>Nello specifico, <strong>l&#8217;art.111 del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro</strong> stabilisce quali sono gli <strong>obblighi per il</strong> <strong>datore di lavoro</strong>. Quest&#8217;ultimo deve scegliere le <strong>attrezzature più idonee</strong> al fine di garantire condizioni di lavoro sicure, in conformità a due macro-criteri:</p>
<ul>
<li>dare priorità alle <a href="https://sasicurezza.it/lavori-in-quota-i-sistemi-di-protezione-collettiva/">misure di protezione collettiva</a> rispetto a quelle individuali;</li>
<li>il <strong>tipo di attrezzatura di lavoro</strong> deve essere adatta alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi.</li>
</ul>
<h3>Gli obblighi del datore di lavoro&nbsp;</h3>
<p>Il <strong>datore di lavoro</strong> è tenuto a:</p>
<ul>
<li>scegliere il tipo più idoneo di <strong>sistema di accesso ai posti di lavoro temporanei in quota</strong> in base a frequenza di circolazione, dislivello e alla durata dell&#8217;impiego;</li>
<li><strong>disporre l&#8217;utilizzo di una scala a pioli</strong>, sul posto di lavoro in quota, solo nel caso in cui l&#8217;uso di attrezzature considerate più sicure non è giustificato a causa del <strong>limitato livello di rischio e della breve durata di impiego</strong> o non è compatibile con le caratteristiche del sito;</li>
<li>disporre l&#8217;<strong>impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi </strong>(alle quali il lavoratore è direttamente sostenuto) e <strong>sedili di sicurezza</strong>, solo quando dalla <strong>valutazione dei rischi</strong> risulta che <strong>il lavoro può essere svolto in condizioni di sicurezza, per breve durata</strong>, e che l&#8217;impiego di <strong>attrezzature più sicure non sia compatibile con le caratteristiche del sito</strong>;</li>
<li><strong>individuare le misure atte a minimizzare i rischi per i lavoratori</strong>, in base alle attrezzature utilizzate, prevedendo, ove necessario, l&#8217;installazione di dispositivi di protezione contro le cadute;</li>
<li>nel caso in cui l&#8217;esecuzione di un lavoro richieda <strong>l&#8217;eliminazione temporanea di un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute</strong>, segnalare la temporanea eliminazione del dispositivo stesso ed adottare <strong>misure di sicurezza equivalenti ed efficaci</strong>;</li>
<li><strong>effettuare lavori temporanei in quota</strong> <strong>solo se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori</strong>;</li>
<li><strong>vietare l&#8217;assunzione e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche</strong> ai lavoratori addetti ai lavori in quota;</li>
<li>garantire che le <strong>opere provvisionali</strong> siano allestite con buon materiale e a regola d&#8217;arte, efficienti, proporzionate e idonee allo scopo, e provvedere alla loro verifica secondo l&#8217;Allegato XIX prima del loro reimpiego.</li>
</ul>
<h4>I rischi associati ai lavori in quota</h4>
<p>Quando si svolgono <strong>lavori in quota,</strong> l&#8217;operatore è esposto a <strong>rischi sia di caduta dall&#8217;alto</strong> o strettamente connessi ad essa e <strong>rischi connessi all&#8217;attività specifica</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Rischio prevalente di caduta a seguito di caduta dall&#8217;alto.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li>Rischio susseguente alla caduta derivante da oscillazione del corpo con urto contro ostacoli (&#8220;effetto pendolo&#8221;), arresto della caduta per effetto delle sollecitazioni trasmesse dall&#8217;imbracatura sul corpo, sospensione inerte del corpo dell&#8217;utilizzatore al dispositivo di arresto caduta e da tempo di permanenza in tale posizione.</li>
<li><strong>Rischio connesso al DPI anticaduta</strong> derivante da una non perfetta adattabilità del DPI, intralcio alla libertà dei movimenti causato dal DPI stesso, inciampo su parti del DPI.</li>
<li>Rischio innescante la caduta derivante da <strong>insufficiente aderenza delle calzature</strong>, insorgenza di vertigini, abbagliamento, scarsa visibilità, colpo di calore o di sole, rapido abbassamento della temperatura.</li>
</ul>
<p>Nell&#8217;ambito della valutazione dei rischi, deve essere predisposta una procedura che preveda l&#8217;<strong>intervento di emergenza in aiuto del lavoratore</strong>, rimasto sospeso al sistema di arresto caduta, che necessiti di assistenza o aiuto.</p>
<p>Nel caso si renda necessario l&#8217;<strong>uso di un sistema di arresto caduta</strong>, si deve prevedere, all&#8217;interno dell&#8217;unità di lavoro, la presenza di <strong>lavoratori aventi la capacità operativa di garantire autonomamente l&#8217;intervento di emergenza</strong> in aiuto del lavoratore sospeso al<strong> sistema di arresto caduta. </strong></p>
<p>Nel caso in cui non sia possibile operare in maniera autonoma, deve essere <strong>attivata un&#8217;apposita procedura del soccorso pubblico</strong> in grado di garantire il soccorso in tempi tali da non procurare traumi o danni da sospensione inerte.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
